Con la stessa mirabile veste editoriale e con lo spi-rito di finalità integrativa, scientifica pratica e didattica, Thieme propone, al tempo stesso della “Practical Breast Pathology”, questo trattato di diagnostica per immagini sui tormentati temi della patologia mammaria. Già nel precedente testo, di massimo contributo istopatologico, era concretamente proposta l’opportunità di correlarlo con i reperti ottenuti dall’ “imaging” in modo da dedurre conferme e precisazioni diagnostiche. Questa seconda opera, notevolmente più corposa (consta di settecento pagine e di centinaia di foto o riproduzioni, di schemi, di tabelle) per la complessità stessa della materia, contiene ed espone, in modo esauriente e con ordine metodico, la somma del sapere in tema di mammografia, sonografia, risonanza magnetica non solo sui loro fondamenti ed evoluzioni ma soprattutto nelle applicazioni attuali e perfezionate secondo una graduatoria di attendibilità e, per quanto possibile, di evidenza.
I principali autori sono due studiose e docenti di università tedesche (di Monaco e di Amburgo) e una radiologa “consultant” dell’Università di Cambridge che, in coordinamento dei ruoli, hanno il compito di elaborare e aggiornare due diverse precedenti edizioni. Si esaminino in dettaglio i contenuti dei tre fondamentali capitoli. Il primo è sui metodi: clinica, imaging, biopsia ed insiste sulla necessità della diagnosi “precoce” e della localizzazione mammaria. Il secondo descrive minutamente le manifestazioni cliniche e strumentali delle varie patologie: benigne, infiammatorie, “incerte”, “semimaligne” e maligne, traumatiche e considera anche gli aspetti degli impianti mammari e il tumore del seno nell’uomo. Nel terzo capitolo si espongono e si discutono indicazioni, peculiarità e risultati dello “screening”.
Nella consapevole valorizzazione dei contesti diagnostici vengono trasmessi al lettore elementi identificativi di grande valore presuntivo per la classificazione casistica e un’indicazione terapeutica adeguata. Prendono forma pertanto algoritmi di guida nei casi di reperti tipici e non tipici indispensabili a quanti (“specialisti”, radiologi, clinici) siano chiamati a riconoscere e trattare tutti gli aspetti, anche sociali, della malattia (Giorgio Di Matteo).
