La trattazione si apre con una corposa lezione di didattica avanzata sugli aspetti macroscopici, architetturali e istologici del tessuto mammario normale a paragone con quelli della mammella fibrocistica. Questa approfondita disamina morfologica va comunque apprezzata anche alla luce e con il controllo dei reperti della clinica e dell’imaging soprattutto per evitare errori di “over-diagnosis”. Seguono presentazioni e spiegazioni di morfologia generale delle lesioni mammarie e quelle specifiche delle alterazioni iperplastiche con e senza atipie del carcinoma duttale “in situ”, dei tipi più frequenti del carcinoma invasivo e delle più comuni lesioni benigne, a riscontro con le corrispondenti forme “borderline” e francamente maligne. Da qui vengono illustrate e commentate la FNAP e la “core biopsy” nel quadro della diagnostica preoperatoria, la necessaria accurata osservazione sullo “specimen” operatorio, il significato e la valutazione dei più importanti parametri prognostici.
Il capitolo decimo, di chiusura, passa in rassegna una serie di “case report” corredati da reperto operatorio definitivo. Vi si dimostrano la possibile eterogeneità intratumorale e l’importanza del volume e della distribuzione ed estensione del tumore ai fini prognostici. Vengono particolarmente esemplificati il carcinoma mucinoso, il duttale “estensivo”, i caratteri di aggressività dell’invasivo lobulare, la forma unifocale invasiva con limitata componente multifocale “in situ”, l’eventuale multifocalità invasiva ad alto rischio di diffusione metastatica, le forme con reazione di tipo sarcoidosico, i carcinomi altamente proliferativi, in genere sensibili alla chemioterapia, e altre forme e profili meno frequenti che richiedono, ai fini classificativi, la ricerca di un’ampia gamma di anticorpi per la caratterizzazione immunoistochimica; infine alcuni rilievi sulla natura “unilobare” del cancro. Tutta questa analisi rimane comunque legata alla clinica e ai dati della diagnostica strumentale e biologica, alla consultazione pluridisciplinare, alla disponibilità di una casistica sostanziosa ed uniforme per popolazione, alla possibilità di istituire un follow-up molto lungo, alla valutazione dei metodi e delle tecniche curative (Giorgio Di Matteo)
