Skip to main content
. 2020 Sep 14;111(6):463–477. doi: 10.23749/mdl.v111i6.9408

Tabella 3.

Descrizione delle variabili analizzate nel totale del campione

Table 3 - Description of variables analysed in the sample

Articolo Attività lavorativa svolta Vittime nel campione (%) Aggressori nel campione (%) Tipologie di attacchi subiti Conseguenze sulla salute mentale e fisica
Acquadro Maran et al (2018) (1) 48,6% azienda privata;
14,3% istituti scolastici;
14,3% istituzione sanitaria;
8,6% polizia o militari;
5,7% pubblica amministrazione;
5,7% show business;
2,9% club sportivo
45,7% uomini;
54,3% donne
71,4% uomini;
28,6% donne
97,1% azioni contro la libertà di parola;
85,7% cambio delle mansioni;
74,3% attacco alla reputazione;
68,6% isolamento sistematico;
68,6% aggressione;
57,1% minacce
71,4% disturbo d’ansia;
71,4% problemi fisici;
42,9% disturbi dell’umore e problemi emotivi;
31,4% disturbi dell’adattamento
Arcangeli et al (2014) (2) Infermieri 21,4%
Non vi sono differenze di genere
Assegnazione di compiti sotto il proprio livello di competenza; informazioni necessarie trattenute; pettegolezzi; gossip; assegnazione di lavoro impossibile da gestire; sottrazione di responsabilità; controllo eccessivo sugli errori Alterazione dello stato di salute in generale; depressione/ansietà; perdita di fiducia in sé stessi; conseguenze sociali
Non vi sono differenze di genere
Strumento: NAQ-R; GHQ12
Arenas et al (2015) (3) Aziende 14,9% Valori più rilevanti: 12% trattenere informazioni; 10,7% opinioni e punti di vista ignorati;8,1% eccessivo controllo sul lavoro; 7,6% svolgere un lavoro al di sotto delle proprie competenze; Relazione negativa e non significativa (italiani) tra la soddisfazione lavorativa e problemi di salute mentale.
Strumento: NAQ-R; GHQ
Balducci et al (2009) (6) 21,9% settore della salute;
18,1% autorità locali o amministrazione;
6,7% vendita;
6,7% telecomunicazioni
65,1% Stessa configurazione MMPI per uomini e donne: scale Hs, D, Hy e Pa elevate. Gli uomini profilo più grave rispetto alle donne. Gli uomini risultavano più depressi, paranoici e socialmente introversi delle donne. Uomini non maggiore vittimizzazione nel NAQ-R.
Effetto statisticamente significativo della frequenza di esposizione a comportamenti negativi sulla depressione. L’esposizione a comportamenti negativi era un predittore di ideazione suicidaria statisticamente significativo. Strumento: NAQ-R MMPI-2
Balducci et al (2011) (7) Pubblica amministrazione, (posizioni non dirigenziali) Non vi sono correlazioni tra il genere e l’insorgenza di Disturbo da Stress Post-Traumatico
Il mobbing è collegato con i sintomi di DSPT.
Strumento: NAQ-R PCL-C
Balducci et al (2013) (5) Pubblica amministrazione, posizioni non dirigenziali 10,4%uomini;
16,7% donne;
Rischio significativamente più elevato di riportare un esito negativo per la salute sia per la sfera psichica e fisica.
Strumenti: NAQ-R; Job Content Questionnaire
Bosco & Salerno (2004) (11) 40% impiegati;
36% operai;
20% dirigenti
54% mobbing strategico; 24% mobbing orizzontale più presente per il sesso femminile; 21% mobbing verticale
Il 50% di donne che subiscono mobbing orizzontale lo subiscono per violazione del diritto alla parità di genere (molestie sessuali) e alla diversità culturale.
La violenza morale è prevalente nel sesso femminile.
Diritti violati: salute 50% M 0% F; lavoro 27,8% M 0% F; professionalità 5,5% M 33,3% F; legalità 5,5% M 16,6% F; parità di genere 0% M 33,3% F; diversità culturale 5,5% M 16,6% F; dignità personale 5,5% M 0% F.
Campanini et al (2006) (13) 31,3% impresa pubblica; 61,3% impresa privata; 7,4% impresa mista
La percentuale di uomini e donne rispetto alla natura giuridica dell’impresa è simile.
Differenze non significative rispetto al settore.
Qualifiche lavorative non mostrano differenze statisticamente significative
Uomini
20-24 anni 0%
25-34 anni 13,4%
35-44 anni 40,30%
45-54 anni 28,7%
55-64 anni 17,6%
Donne
20-24 anni 1,7%
25-34 anni 26,7%
35-44 anni 37,10%
45-54 anni 27,6%
55-64 anni 6,9%
Items statisticamente significativi CDL 2.0
Compiti umilianti: 62,1% uomini; 47,1% donne
Frequenti minacce e umiliazioni: 36,3% uomini; 62,2% donne
Molestie sessuali: 0% uomini; 8,4% donne
Rifiuto di permessi e ferie: 20,2% uomini; 36,1% donne
Eccessive contestazioni disciplinari: 40,3% uomini; 29,4% donne
Campanini et al (2013) (14) ¾ aziende private
24,5% aziende pubbliche
40,7% produzione industriale; 24,6% banche o assicurazioni; 9,1% telecomunicazioni; 8,7% rappresentanti sindacali
7,3% uomini
7% donne
Vi sono associazioni significative tra il “gruppo mobbing” e l’assenteismo
Strumenti: CDL 2.0; LIPT Leymann
Candura et al (2014) (15) 72% impiegati in imprese private, il 28% in imprese pubbliche 8% in totale
14 uomini e 23 donne erano casi di mobbing
Il 32% era affetto da disturbi psichiatrici correlati al lavoro
Strumenti: SCID-II MMPI-2
Caputo (2018) (16) 22 settore privato; 6 settore pubblico
Nessuno in posizioni dirigenziali
Diverse donne sono state vittime di discriminazione legata alla maternità e ai figli.
Catanesi et al 2006 (19) Impiegati 25 soggetti 28% contrasto con i superiori; 36% isolamento; 8% demansionamento; 8% dequalificazione 48% disturbo dell’adattamento con umore depresso; 32% disturbo somatoforme; 16% disturbo d’ansia; 4% disturbo depressivo
Fattori et al (2015) (27) 16,3% del totale di cui:
43,3% uomini
56,7% donne
I lavoratori che hanno riportato di essere in una condizione di mobbing mostravano più danni nelle scale relative alla salute rispetto alle non vittime, oltre ad una perdita di produttività e ad una minore qualità di vita.
Strumenti: SF-12
Fattorini et al (2006) (28) Amministrazioni di proprietà del governo 69% donne
Compagnie private: 11,2% donne; 23,4% uomini
64,5% donne impiegate; 32,6% uomini “lavoratori”
Manager: 14,1% uomini e 8,4% donne
Nel 26,8% molestie (fisiche, psicologiche o) sessuali: 21,7% uomini; 33,8% donne.
24,1% molestie psicologiche: 29,9% di donne e il 20,5% di uomini
Le donne sono le principali vittime dei diretti superiori per il 27,9% di casi contro il 17,8% di uomini.
Il 21,6% di casi il perpetratore è il diretto superiore. Carico di lavoro appropriato:47,5% donne; 64,3% uomini (sul 57,2% del totale).
Capacità e risorse non del tutto utilizzate: 11,5% di donne (sul 9% del totale)
Continue critiche: l’11,7% di donne e il 6,8% di uomini
Umiliazioni e insulti:13,1% di donne
Marginalizzazione e isolamento: 7% uomini e 7% donne
Interferenza nella vita privata: 6,7% di donne e il 1,4% di uomini
Mancanza di sviluppo professionale: 55,6% donne; 51,2% di uomini (50,6% del totale)
Ragione delle molestie psicologiche: 6,4% rifiuto di avances (donne); 2% rifiuto di compiere pratiche illegali (uomini).
Stato di salute generale: buono 68,2% uomini e 54,2% di donne (62,3% del totale).
Strumento: Questionario ISPESL
Fiabane et al (2015) (29) impiegato al baseline 53,5% Prevalentemente donne (69,0%) 66,2% mobbing verticale; 65,2% azioni vessatorie con accuse e richiami infondati; 58% demansionamento e trasferimento immotivato; 31,9% isolamento 40,8% Disturbo dell’adattamento; 38,0% disturbo d’ansia correlato al lavoro; 11,3% disturbo depressivo correlato al lavoro; 7,0% disturbo ansioso-depressivo correlato al lavoro; 2,8% DSPT
59,1% ha cambiato lavoro; il 38% non lavora di cui il 15,4% per motivi legati al mobbing.
56,3% manifesta disturbi psicofisici correlati al lavoro
Strumenti: SCID; MMPI-2; GHQ-12
Giorgi et al (2015) (32) Infermieri Il mobbing media parzialmente la relazione tra clima e burnout e influenza la salute indirettamente tramite il burnout.
Giorgi et al (2016) (33) Organizzazioni nel settore dei trasporti e manifatturiero
24% colletti bianchi; 76% colletti blu
Correlazione negativa tra esposizione al mobbing e abilità di autogestione.
Effetto indiretto negativo del mobbing sull’intelligenza emotiva tramite distress psicologico.
Strumenti: NAQ-R; GHQ; ORG-EIQ
Girardi et al (2007) (34) Entrambi i sessi mostrano elevazioni nelle scale Hs, D, Hy, Pa, HEA.
Gli uomini mostrano maggiori elevazioni nelle scale DEP e ANX.
Le scale Si, OBS,LSE hanno una differenza statisticamente significativa tra i due sessi, più elevata per gli uomini.
Gli uomini sposati erano in maggioranza rispetto alle donne, i soggetti non sposati avevano livelli della scala FAM più elevati.
Strumenti: MMPI-2
Grattagliano et al (2017) (38) 47,45% servizi
14,60% sanità
13,14% commercio
12,41% industria
5,84% istruzione
3,65% bancario
2,19% forze dell’ordine o armate
0,73% agricoltura
domanda di riconoscimento di malattia professionale per danno da mobbing 60,14% uomini e 39,86% donne 85,0% mobbing verticale
8,2% mobbing orizzontale
67% uomini
16% donne
17% misto
Limitare le espressioni 10%
rimproveri ed urla 24,0%
critiche 21,8%
minacce 27,8%
assegnazione a diverso luogo 14,8%
nessun lavoro 71,8%
lavori dequalificanti 6,6%
cambio mansioni 12,6%
ostilità 27,9%
false accuse 16,1%
nessuna responsabilità 21,7%
lavori spiacevoli 7,3%
nessuna promozione 12,3%
manomissione posto di lavoro 15,22%
trasferimento in reparto spiacevole 23,91%
Incomprensione 17,9%
Litigi continui 20,5%
Minaccia di separazione 2,6%
Nessuna 30,8%
Non si dedica più tempo ai familiari e/o figli 2,6%
Disturbi della sfera sessuale 15,4%
Separazione/divorzio
10,3%
Disturbo dell’Umore (Depressione) 3,3%
Disturbo d’Adattamento 9,9%
Disturbo D’Ansia 2,5%
Disturbo Post-Traumatico da Stress
5,8%
Altro 78,5%
Monaco et al (2017) (55) 26,1% impiegati in aziende pubbliche; 64,7% aziende private; 9,2% non identificato
84% settore terziario; 9% industria; 2% agricoltura; 5% non noto
23,5% servizi, 15,4% commercio; 11,4% sanità; 10,6% informazione; 9,1% bancario, 8,7% trasporti e sicurezza; 8,5% amministrazione e giustizia; 6,2% istruzione; 4,9% ristorazione; 1,2% assicurazioni
68,4% impiegati; 21,3% dirigenti; 6% non occupati; 4,3% non noto
51,9% uomini e 48,1% donne Qualità vita professionale e salute: marginalizzazione 48% donne e 52% uomini; svuotamento mansioni 46% donne 54% uomini; inattività forzata 44% donne e 56% uomini; ambiente di lavoro non idoneo 47% donne e 53% uomini; compiti dequalificanti 47% donne e 53% uomini; compiti eccessivi 56% donne e 54% uomini; obiettivi impossibili 51% donne e 49% uomini.
Attacchi alle relazioni: trasferimenti ingiustificati 49% donne e 51% uomini; impedimento ad accesso a notizie 48% donne e 52% uomini; inadeguatezza delle informazioni 47% donne e 53% uomini;
Attacchi all’immagine sociale: dequalificazione 47% donne e 53% uomini; minacce per lasciare il lavoro 52% donne e 48% uomini; diffusione di calunnie 51% donne e 49% uomini;
Attacchi alla possibilità di comunicare: isolamento 49% donne e 51% uomini; imposizione di non parlare con la vittima 42% donne 58% uomini; esclusione da formazione 44% donne e 56% uomini; esclusione da riunioni 45% donne e 55% uomini; eccessivo controllo dell’orario di lavoro 48% donne e 52% uomini
mobbing strategico 271 uomini vs 217 donne (tot. 488)
mobbing emozionale 152 uomini vs 174 donne (tot. 326)
68% disturbi della sfera psichica
41% sintomatologia fisica
Nolfe et al (2008) (61) 23% amministrazione pubblica; 17% area della salute; 15% commercio e turismo; 12% industria; 10% bancario e assicurativo; 10% telecomunicazioni; 5% trasporti; 3% polizia e corpi armati; 2% energia; 1% agricoltura; 2% altro 51,5% disturbo dell’adattamento; 24,2% disturbi d’ansia; 23,0% disturbi dell’umore; 2,6% disturbi dello spettro psicotico
Gruppo con alte variabili psicopatologiche: 78,6% uomini e 70,4% donne
Gruppo con bassi elementi psicopatologici: 21,4% di uomini e di 29,6% di donne
Nolfe et al (2009) (62) 19,4% professioni d’aiuto; 48,2% attività produttive tecnologiche; 32,4% professioni con elevata interazione umana Il peso patogenetico del lavoro è maggior nel sesso maschile rispetto a quello femminile ed è statisticamente significativo.
58,5% diagnosi di disturbi dell’adattamento; 29,7% disturbi dell’umore; 10,3% disturbi d’ansia
Nolfe et al (2010) (63) Alto livello di mobbing (Gruppo H): 35,6% donne; 64,4% uomini
Basso livello di mobbing (Gruppo L): 46,4% donne; 3,6% uomini
Disturbi d’ansia: gruppo H (high) 64,7% uomini e 35,3% donne; gruppo L (low) 55,6% uomini e 44,4% donne
Disturbi dell’umore: H 37,8% donne; 62,2% uomini; L 40,5% donne e 59,5% uomini
Disturbi dell’adattamento: H 33,5% donne e 66,5% uomini; L 48% donne e 52% uomini
Paciello et al (2017) (68) 50,8% chiesa
12,4% insegnanti
9,8% colletti blu
Subito azioni negative, sperimentato sintomi e attuato comportamenti scorretti:
39,9% mai
23,9% raramente
22,3% talvolta
4,4% frequentemente
Punzi et al (2007) (72) 53,5% impiegati
13,3% operai
15% vari servizi
6.6% dirigenti
4,9% addetti alla sicurezza
4% tecnici
2,7% insegnanti
77,9% settore terziario; 22,1% pubblica amministrazione; 12,4% sanità; 25,6% vari
226 cartelle cliniche, il 9,2% dei soggetti visitati per sospetto stress occupazionale. Maggiori percentuali area “attacchi alla persona” 76,1% atteggiamenti volti all’emarginazione; 65,0% atteggiamenti per ridicolizzare, umiliare, offendere; comportamenti per istigare contro il soggetto altre persone 56,6%; maggiori percentuali area “attacchi alla situazione lavorativa” comportamenti per sminuire o ignorare le proposte o le idee 68,6%; declassamento professionale senza motivazioni oggettive 68,1%; critiche continue con rifiuto di specificare i motivi 62,8%; area “azioni punitive” uso eccessivo e pretestuoso di contestazioni disciplinari 35,4%; rifiuto di concedere permessi ferie turni ecc 35,4%
Strumento: questionario CDL
81,8% stanchezza al risveglio; stanchezza eccessiva rispetto al lavoro svolto 72,9%; risvegli frequenti notturni 72,1%; difficoltà di addormentamento 66,8%; risveglio precoce 65%; irritabilità 67,2%
61,5% disturbi psicosomatici; 64,6% problemi comportamentali;
Disturbi dell’adattamento 88,1%; DSPT 6,6%, disturbo depressivo o ansia 5,3%
Conflitti interpersonali uomini e donne in egual misura (1 su 10), 3 donne riportano una degenerazione dei rapporti in seguito al rifiuto di proposte sessuali
8,8% eventi quali maternità, cambiamenti nella salute sono fattori scatenanti. Prevalentemente donne.
Punzi (2012) (73) 17,3% settore pubblico; 82,7% settore privato 52% vittime di mobbing
44,2% uomini; 55,8% donne
Attacchi alla persona: umiliazioni 66%; Isolamento sociale 54%. Area attacchi alla situazione lavorativa: critiche continue 66,7%; ignorare o sminuire le proposte 70,8%; valutazioni più basse 55,1%; meriti attribuiti ad altri 52,1%; declassamento professionale 66%; esclusione dalle riunioni 57,1%.Area azioni punitive: uso eccessivo di contestazioni disciplinari 39,6% 84% stanchezza al risveglio; 83,7% stanchezza eccessiva; 82% frequenti risvegli; 80% difficoltà addormentamento; 72% risvegli precoci; 60% umore depresso; 72% anedonia; 82% tensioni muscolari; 63% problemi di concentrazione; 64% con cadute mnesiche;
I sintomi sono maggiori nel gruppo mobbing rispetto al gruppo stress lavoro correlato
Raho et al (2008) (74) Le donne subiscono un maggior numero di attacchi al lavoro rispetto agli uomini (significativo) Le donne hanno valori più alti alle scale L e K ma ai limiti della norma. Gli uomini hanno valori più alti alle scale Si e Mf.
Gli uomini hanno maggiori elevazioni delle donne nelle seguenti scale (statisticamente significativi): ANX; OBS; DEP; ANG; ASP; TPA; FAM; WRK; TRT.
Strumento: MMPI-2
Romano et al (2007) (75) Enti pubblici e privati Depressione associata con isolamento sistematico e con cambiamenti nelle mansioni lavorative.
Strumento: questionario SDS; questionario Leymann
Romeo et al (2013) (76) 62% settore privato; Non ci sono differenze di genere significative nei profili MMPI-2 tranne per la scala Mf
Elevazione sia negli uomini che nelle donne delle scale Hs, D e Hy conosciuta come la neurotic triad
54,2% partecipanti riportano sintomi di DSPT, non vi sono differenze di genere nella scala PK
GHQ-12 il valore medio suggerisce che i partecipanti hanno una bassa qualità della salute con una certa prevalenza di ideazioni suicidarie.
Il profilo MMPI-2 migliora con il tempo
Strumento: MMPI-2
Signorelli et al (2013) (86) Infermiera Svolgere compiti illegali; diversi comportamenti avversi nei suoi confronti (parlavano alle sue spalle, criticavano il suo lavoro, monitoravano i suoi movimenti o ignoravano le sue direttive, improvvisi cambiamenti nei suoi orari).
Isolamento
Insonnia, affaticamento, mal di testa e ansia. Alterazioni dell’umore, anedonia, sentimenti di disperazione. Ospedalizzazione
Spagnoli et al (2017) (87) Impiegati amministrativi in università Non vi è un effetto diretto tra il mobbing e il carico di lavoro tra il T1 e T2, lo è solo nei casi di cambiamento organizzativo. Vi è un effetto di mediazione dello “strain” psicologico nella relazione a lungo termine (T1 e T2) del carico di lavoro e il mobbing. l’effetto mediatore dello “strain” psicologico esiste solo per chi vive il cambiamento organizzativo.
Tonini (2011) (90) 74,2% imprese private; 25,8% istituzioni pubbliche
Gruppo mobbing: 84,2% compagnie private; 15,8% pubblica amministrazione
36,5% avevano una bullying sindrome con il 65% di donne e il 35% di uomini 56,2% disturbo d’ansia legato al lavoro; 34,4% disturbo dell’adattamento; 2,1% DSPT;
28% dei pazienti avevano problemi psichiatrici collegati al lavoro: 65% donne; 35% uomini