Tabella 3.
Descrizione delle variabili analizzate nel totale del campione
Table 3 - Description of variables analysed in the sample
| Articolo | Attività lavorativa svolta | Vittime nel campione (%) | Aggressori nel campione (%) | Tipologie di attacchi subiti | Conseguenze sulla salute mentale e fisica |
| Acquadro Maran et al (2018) (1) | 48,6% azienda privata; 14,3% istituti scolastici; 14,3% istituzione sanitaria; 8,6% polizia o militari; 5,7% pubblica amministrazione; 5,7% show business; 2,9% club sportivo |
45,7% uomini; 54,3% donne |
71,4% uomini; 28,6% donne |
97,1% azioni contro la libertà di parola; 85,7% cambio delle mansioni; 74,3% attacco alla reputazione; 68,6% isolamento sistematico; 68,6% aggressione; 57,1% minacce |
71,4% disturbo d’ansia; 71,4% problemi fisici; 42,9% disturbi dell’umore e problemi emotivi; 31,4% disturbi dell’adattamento |
| Arcangeli et al (2014) (2) | Infermieri | 21,4% Non vi sono differenze di genere |
Assegnazione di compiti sotto il proprio livello di competenza; informazioni necessarie trattenute; pettegolezzi; gossip; assegnazione di lavoro impossibile da gestire; sottrazione di responsabilità; controllo eccessivo sugli errori | Alterazione dello stato di salute in generale; depressione/ansietà; perdita di fiducia in sé stessi; conseguenze sociali Non vi sono differenze di genere Strumento: NAQ-R; GHQ12 |
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| Arenas et al (2015) (3) | Aziende | 14,9% | Valori più rilevanti: 12% trattenere informazioni; 10,7% opinioni e punti di vista ignorati;8,1% eccessivo controllo sul lavoro; 7,6% svolgere un lavoro al di sotto delle proprie competenze; | Relazione negativa e non significativa (italiani) tra la soddisfazione lavorativa e problemi di salute mentale. Strumento: NAQ-R; GHQ |
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| Balducci et al (2009) (6) | 21,9% settore della salute; 18,1% autorità locali o amministrazione; 6,7% vendita; 6,7% telecomunicazioni |
65,1% | Stessa configurazione MMPI per uomini e donne: scale Hs, D, Hy e Pa elevate. Gli uomini profilo più grave rispetto alle donne. Gli uomini risultavano più depressi, paranoici e socialmente introversi delle donne. Uomini non maggiore vittimizzazione nel NAQ-R. Effetto statisticamente significativo della frequenza di esposizione a comportamenti negativi sulla depressione. L’esposizione a comportamenti negativi era un predittore di ideazione suicidaria statisticamente significativo. Strumento: NAQ-R MMPI-2 |
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| Balducci et al (2011) (7) | Pubblica amministrazione, (posizioni non dirigenziali) | Non vi sono correlazioni tra il genere e l’insorgenza di Disturbo da Stress Post-Traumatico Il mobbing è collegato con i sintomi di DSPT. Strumento: NAQ-R PCL-C |
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| Balducci et al (2013) (5) | Pubblica amministrazione, posizioni non dirigenziali | 10,4%uomini; 16,7% donne; |
Rischio significativamente più elevato di riportare un esito negativo per la salute sia per la sfera psichica e fisica. Strumenti: NAQ-R; Job Content Questionnaire |
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| Bosco & Salerno (2004) (11) | 40% impiegati; 36% operai; 20% dirigenti |
54% mobbing strategico; 24% mobbing orizzontale più presente per il sesso femminile; 21% mobbing verticale Il 50% di donne che subiscono mobbing orizzontale lo subiscono per violazione del diritto alla parità di genere (molestie sessuali) e alla diversità culturale. La violenza morale è prevalente nel sesso femminile. Diritti violati: salute 50% M 0% F; lavoro 27,8% M 0% F; professionalità 5,5% M 33,3% F; legalità 5,5% M 16,6% F; parità di genere 0% M 33,3% F; diversità culturale 5,5% M 16,6% F; dignità personale 5,5% M 0% F. |
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| Campanini et al (2006) (13) | 31,3% impresa pubblica; 61,3% impresa privata; 7,4% impresa mista La percentuale di uomini e donne rispetto alla natura giuridica dell’impresa è simile. Differenze non significative rispetto al settore. Qualifiche lavorative non mostrano differenze statisticamente significative |
Uomini 20-24 anni 0% 25-34 anni 13,4% 35-44 anni 40,30% 45-54 anni 28,7% 55-64 anni 17,6% Donne 20-24 anni 1,7% 25-34 anni 26,7% 35-44 anni 37,10% 45-54 anni 27,6% 55-64 anni 6,9% |
Items statisticamente significativi CDL 2.0 Compiti umilianti: 62,1% uomini; 47,1% donne Frequenti minacce e umiliazioni: 36,3% uomini; 62,2% donne Molestie sessuali: 0% uomini; 8,4% donne Rifiuto di permessi e ferie: 20,2% uomini; 36,1% donne Eccessive contestazioni disciplinari: 40,3% uomini; 29,4% donne |
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| Campanini et al (2013) (14) | ¾ aziende private 24,5% aziende pubbliche 40,7% produzione industriale; 24,6% banche o assicurazioni; 9,1% telecomunicazioni; 8,7% rappresentanti sindacali |
7,3% uomini 7% donne |
Vi sono associazioni significative tra il “gruppo mobbing” e l’assenteismo Strumenti: CDL 2.0; LIPT Leymann |
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| Candura et al (2014) (15) | 72% impiegati in imprese private, il 28% in imprese pubbliche | 8% in totale 14 uomini e 23 donne erano casi di mobbing |
Il 32% era affetto da disturbi psichiatrici correlati al lavoro Strumenti: SCID-II MMPI-2 |
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| Caputo (2018) (16) | 22 settore privato; 6 settore pubblico Nessuno in posizioni dirigenziali |
Diverse donne sono state vittime di discriminazione legata alla maternità e ai figli. | |||
| Catanesi et al 2006 (19) | Impiegati | 25 soggetti | 28% contrasto con i superiori; 36% isolamento; 8% demansionamento; 8% dequalificazione | 48% disturbo dell’adattamento con umore depresso; 32% disturbo somatoforme; 16% disturbo d’ansia; 4% disturbo depressivo | |
| Fattori et al (2015) (27) | 16,3% del totale di cui: 43,3% uomini 56,7% donne |
I lavoratori che hanno riportato di essere in una condizione di mobbing mostravano più danni nelle scale relative alla salute rispetto alle non vittime, oltre ad una perdita di produttività e ad una minore qualità di vita. Strumenti: SF-12 |
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| Fattorini et al (2006) (28) | Amministrazioni di proprietà del governo 69% donne Compagnie private: 11,2% donne; 23,4% uomini 64,5% donne impiegate; 32,6% uomini “lavoratori” Manager: 14,1% uomini e 8,4% donne |
Nel 26,8% molestie (fisiche, psicologiche o) sessuali: 21,7% uomini; 33,8% donne. 24,1% molestie psicologiche: 29,9% di donne e il 20,5% di uomini Le donne sono le principali vittime dei diretti superiori per il 27,9% di casi contro il 17,8% di uomini. |
Il 21,6% di casi il perpetratore è il diretto superiore. | Carico di lavoro appropriato:47,5% donne; 64,3% uomini (sul 57,2% del totale). Capacità e risorse non del tutto utilizzate: 11,5% di donne (sul 9% del totale) Continue critiche: l’11,7% di donne e il 6,8% di uomini Umiliazioni e insulti:13,1% di donne Marginalizzazione e isolamento: 7% uomini e 7% donne Interferenza nella vita privata: 6,7% di donne e il 1,4% di uomini Mancanza di sviluppo professionale: 55,6% donne; 51,2% di uomini (50,6% del totale) Ragione delle molestie psicologiche: 6,4% rifiuto di avances (donne); 2% rifiuto di compiere pratiche illegali (uomini). |
Stato di salute generale: buono 68,2% uomini e 54,2% di donne (62,3% del totale). Strumento: Questionario ISPESL |
| Fiabane et al (2015) (29) | impiegato al baseline 53,5% | Prevalentemente donne (69,0%) | 66,2% mobbing verticale; 65,2% azioni vessatorie con accuse e richiami infondati; 58% demansionamento e trasferimento immotivato; 31,9% isolamento | 40,8% Disturbo dell’adattamento; 38,0% disturbo d’ansia correlato al lavoro; 11,3% disturbo depressivo correlato al lavoro; 7,0% disturbo ansioso-depressivo correlato al lavoro; 2,8% DSPT 59,1% ha cambiato lavoro; il 38% non lavora di cui il 15,4% per motivi legati al mobbing. 56,3% manifesta disturbi psicofisici correlati al lavoro Strumenti: SCID; MMPI-2; GHQ-12 |
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| Giorgi et al (2015) (32) | Infermieri | Il mobbing media parzialmente la relazione tra clima e burnout e influenza la salute indirettamente tramite il burnout. | |||
| Giorgi et al (2016) (33) | Organizzazioni nel settore dei trasporti e manifatturiero 24% colletti bianchi; 76% colletti blu |
Correlazione negativa tra esposizione al mobbing e abilità di autogestione. Effetto indiretto negativo del mobbing sull’intelligenza emotiva tramite distress psicologico. Strumenti: NAQ-R; GHQ; ORG-EIQ |
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| Girardi et al (2007) (34) | Entrambi i sessi mostrano elevazioni nelle scale Hs, D, Hy, Pa, HEA. Gli uomini mostrano maggiori elevazioni nelle scale DEP e ANX. Le scale Si, OBS,LSE hanno una differenza statisticamente significativa tra i due sessi, più elevata per gli uomini. Gli uomini sposati erano in maggioranza rispetto alle donne, i soggetti non sposati avevano livelli della scala FAM più elevati. Strumenti: MMPI-2 |
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| Grattagliano et al (2017) (38) | 47,45% servizi 14,60% sanità 13,14% commercio 12,41% industria 5,84% istruzione 3,65% bancario 2,19% forze dell’ordine o armate 0,73% agricoltura |
domanda di riconoscimento di malattia professionale per danno da mobbing 60,14% uomini e 39,86% donne | 85,0% mobbing verticale 8,2% mobbing orizzontale 67% uomini 16% donne 17% misto |
Limitare le espressioni 10% rimproveri ed urla 24,0% critiche 21,8% minacce 27,8% assegnazione a diverso luogo 14,8% nessun lavoro 71,8% lavori dequalificanti 6,6% cambio mansioni 12,6% ostilità 27,9% false accuse 16,1% nessuna responsabilità 21,7% lavori spiacevoli 7,3% nessuna promozione 12,3% manomissione posto di lavoro 15,22% trasferimento in reparto spiacevole 23,91% |
Incomprensione 17,9% Litigi continui 20,5% Minaccia di separazione 2,6% Nessuna 30,8% Non si dedica più tempo ai familiari e/o figli 2,6% Disturbi della sfera sessuale 15,4% Separazione/divorzio 10,3% Disturbo dell’Umore (Depressione) 3,3% Disturbo d’Adattamento 9,9% Disturbo D’Ansia 2,5% Disturbo Post-Traumatico da Stress 5,8% Altro 78,5% |
| Monaco et al (2017) (55) | 26,1% impiegati in aziende pubbliche; 64,7% aziende private; 9,2% non identificato 84% settore terziario; 9% industria; 2% agricoltura; 5% non noto 23,5% servizi, 15,4% commercio; 11,4% sanità; 10,6% informazione; 9,1% bancario, 8,7% trasporti e sicurezza; 8,5% amministrazione e giustizia; 6,2% istruzione; 4,9% ristorazione; 1,2% assicurazioni 68,4% impiegati; 21,3% dirigenti; 6% non occupati; 4,3% non noto |
51,9% uomini e 48,1% donne | Qualità vita professionale e salute: marginalizzazione 48% donne e 52% uomini; svuotamento mansioni 46% donne 54% uomini; inattività forzata 44% donne e 56% uomini; ambiente di lavoro non idoneo 47% donne e 53% uomini; compiti dequalificanti 47% donne e 53% uomini; compiti eccessivi 56% donne e 54% uomini; obiettivi impossibili 51% donne e 49% uomini. Attacchi alle relazioni: trasferimenti ingiustificati 49% donne e 51% uomini; impedimento ad accesso a notizie 48% donne e 52% uomini; inadeguatezza delle informazioni 47% donne e 53% uomini; Attacchi all’immagine sociale: dequalificazione 47% donne e 53% uomini; minacce per lasciare il lavoro 52% donne e 48% uomini; diffusione di calunnie 51% donne e 49% uomini; Attacchi alla possibilità di comunicare: isolamento 49% donne e 51% uomini; imposizione di non parlare con la vittima 42% donne 58% uomini; esclusione da formazione 44% donne e 56% uomini; esclusione da riunioni 45% donne e 55% uomini; eccessivo controllo dell’orario di lavoro 48% donne e 52% uomini mobbing strategico 271 uomini vs 217 donne (tot. 488) mobbing emozionale 152 uomini vs 174 donne (tot. 326) |
68% disturbi della sfera psichica 41% sintomatologia fisica |
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| Nolfe et al (2008) (61) | 23% amministrazione pubblica; 17% area della salute; 15% commercio e turismo; 12% industria; 10% bancario e assicurativo; 10% telecomunicazioni; 5% trasporti; 3% polizia e corpi armati; 2% energia; 1% agricoltura; 2% altro | 51,5% disturbo dell’adattamento; 24,2% disturbi d’ansia; 23,0% disturbi dell’umore; 2,6% disturbi dello spettro psicotico Gruppo con alte variabili psicopatologiche: 78,6% uomini e 70,4% donne Gruppo con bassi elementi psicopatologici: 21,4% di uomini e di 29,6% di donne |
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| Nolfe et al (2009) (62) | 19,4% professioni d’aiuto; 48,2% attività produttive tecnologiche; 32,4% professioni con elevata interazione umana | Il peso patogenetico del lavoro è maggior nel sesso maschile rispetto a quello femminile ed è statisticamente significativo. 58,5% diagnosi di disturbi dell’adattamento; 29,7% disturbi dell’umore; 10,3% disturbi d’ansia |
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| Nolfe et al (2010) (63) | Alto livello di mobbing (Gruppo H): 35,6% donne; 64,4% uomini Basso livello di mobbing (Gruppo L): 46,4% donne; 3,6% uomini |
Disturbi d’ansia: gruppo H (high) 64,7% uomini e 35,3% donne; gruppo L (low) 55,6% uomini e 44,4% donne Disturbi dell’umore: H 37,8% donne; 62,2% uomini; L 40,5% donne e 59,5% uomini Disturbi dell’adattamento: H 33,5% donne e 66,5% uomini; L 48% donne e 52% uomini |
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| Paciello et al (2017) (68) | 50,8% chiesa 12,4% insegnanti 9,8% colletti blu |
Subito azioni negative, sperimentato sintomi e attuato comportamenti scorretti: 39,9% mai 23,9% raramente 22,3% talvolta 4,4% frequentemente |
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| Punzi et al (2007) (72) | 53,5% impiegati 13,3% operai 15% vari servizi 6.6% dirigenti 4,9% addetti alla sicurezza 4% tecnici 2,7% insegnanti 77,9% settore terziario; 22,1% pubblica amministrazione; 12,4% sanità; 25,6% vari |
226 cartelle cliniche, il 9,2% dei soggetti visitati per sospetto stress occupazionale. | Maggiori percentuali area “attacchi alla persona” 76,1% atteggiamenti volti all’emarginazione; 65,0% atteggiamenti per ridicolizzare, umiliare, offendere; comportamenti per istigare contro il soggetto altre persone 56,6%; maggiori percentuali area “attacchi alla situazione lavorativa” comportamenti per sminuire o ignorare le proposte o le idee 68,6%; declassamento professionale senza motivazioni oggettive 68,1%; critiche continue con rifiuto di specificare i motivi 62,8%; area “azioni punitive” uso eccessivo e pretestuoso di contestazioni disciplinari 35,4%; rifiuto di concedere permessi ferie turni ecc 35,4% Strumento: questionario CDL |
81,8% stanchezza al risveglio; stanchezza eccessiva rispetto al lavoro svolto 72,9%; risvegli frequenti notturni 72,1%; difficoltà di addormentamento 66,8%; risveglio precoce 65%; irritabilità 67,2% 61,5% disturbi psicosomatici; 64,6% problemi comportamentali; Disturbi dell’adattamento 88,1%; DSPT 6,6%, disturbo depressivo o ansia 5,3% Conflitti interpersonali uomini e donne in egual misura (1 su 10), 3 donne riportano una degenerazione dei rapporti in seguito al rifiuto di proposte sessuali 8,8% eventi quali maternità, cambiamenti nella salute sono fattori scatenanti. Prevalentemente donne. |
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| Punzi (2012) (73) | 17,3% settore pubblico; 82,7% settore privato | 52% vittime di mobbing 44,2% uomini; 55,8% donne |
Attacchi alla persona: umiliazioni 66%; Isolamento sociale 54%. Area attacchi alla situazione lavorativa: critiche continue 66,7%; ignorare o sminuire le proposte 70,8%; valutazioni più basse 55,1%; meriti attribuiti ad altri 52,1%; declassamento professionale 66%; esclusione dalle riunioni 57,1%.Area azioni punitive: uso eccessivo di contestazioni disciplinari 39,6% | 84% stanchezza al risveglio; 83,7% stanchezza eccessiva; 82% frequenti risvegli; 80% difficoltà addormentamento; 72% risvegli precoci; 60% umore depresso; 72% anedonia; 82% tensioni muscolari; 63% problemi di concentrazione; 64% con cadute mnesiche; I sintomi sono maggiori nel gruppo mobbing rispetto al gruppo stress lavoro correlato |
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| Raho et al (2008) (74) | Le donne subiscono un maggior numero di attacchi al lavoro rispetto agli uomini (significativo) | Le donne hanno valori più alti alle scale L e K ma ai limiti della norma. Gli uomini hanno valori più alti alle scale Si e Mf. Gli uomini hanno maggiori elevazioni delle donne nelle seguenti scale (statisticamente significativi): ANX; OBS; DEP; ANG; ASP; TPA; FAM; WRK; TRT. Strumento: MMPI-2 |
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| Romano et al (2007) (75) | Enti pubblici e privati | Depressione associata con isolamento sistematico e con cambiamenti nelle mansioni lavorative. Strumento: questionario SDS; questionario Leymann |
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| Romeo et al (2013) (76) | 62% settore privato; | Non ci sono differenze di genere significative nei profili MMPI-2 tranne per la scala Mf Elevazione sia negli uomini che nelle donne delle scale Hs, D e Hy conosciuta come la neurotic triad 54,2% partecipanti riportano sintomi di DSPT, non vi sono differenze di genere nella scala PK GHQ-12 il valore medio suggerisce che i partecipanti hanno una bassa qualità della salute con una certa prevalenza di ideazioni suicidarie. Il profilo MMPI-2 migliora con il tempo Strumento: MMPI-2 |
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| Signorelli et al (2013) (86) | Infermiera | Svolgere compiti illegali; diversi comportamenti avversi nei suoi confronti (parlavano alle sue spalle, criticavano il suo lavoro, monitoravano i suoi movimenti o ignoravano le sue direttive, improvvisi cambiamenti nei suoi orari). Isolamento |
Insonnia, affaticamento, mal di testa e ansia. Alterazioni dell’umore, anedonia, sentimenti di disperazione. Ospedalizzazione | ||
| Spagnoli et al (2017) (87) | Impiegati amministrativi in università | Non vi è un effetto diretto tra il mobbing e il carico di lavoro tra il T1 e T2, lo è solo nei casi di cambiamento organizzativo. Vi è un effetto di mediazione dello “strain” psicologico nella relazione a lungo termine (T1 e T2) del carico di lavoro e il mobbing. l’effetto mediatore dello “strain” psicologico esiste solo per chi vive il cambiamento organizzativo. | |||
| Tonini (2011) (90) | 74,2% imprese private; 25,8% istituzioni pubbliche Gruppo mobbing: 84,2% compagnie private; 15,8% pubblica amministrazione |
36,5% avevano una bullying sindrome con il 65% di donne e il 35% di uomini | 56,2% disturbo d’ansia legato al lavoro; 34,4% disturbo dell’adattamento; 2,1% DSPT; 28% dei pazienti avevano problemi psichiatrici collegati al lavoro: 65% donne; 35% uomini |