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. 2022 Nov 16;63(3 Suppl 1):E1–E123. [Article in Italian] doi: 10.15167/2421-4248/jpmh2022.63.3s1

Tab. I.

Risultati dei principali studi condotti sul PCHS.

Primo Autore, Anno [ref] Titolo Disegno di studio Setting/Target Durata dello studio Obiettivo Risultati Prospettive future
Soffritti I., 2022 [21] Introduction of Probiotic-Based Sanitation in the Emergency Ward of a Children’s Hospital During the COVID-19 Pandemic Studio sperimentale Reparti di emergenza di un ospedale pediatrico italiano 2 mesi Valutazione dell’effetto del PCHS nei reparti di emergenza pediatrica durante la pandemia COVID-19 (i) L’impiego del PCHS ha determinato una diminuzione dell’80% dei patogeni di superficie rispetto ai livelli rilevati con la disinfezione chimica
(p < 0,01), e una diminuzione fino a 2 Log di geni codificanti AMR (pc < 0,01)
(ii) Il genoma SARS-CoV-2 non è stato rilevato né nella fase pre-PCHS né nel periodo della sua applicazione
I dati raccolti possono supportare l’impiego futuro del sistema PCHS come potenziale alternativa, efficace ed ecologica, alle procedure chimiche di sanificazione convenzionale
D’Accolti M., 2021 [16] Potential of an Eco-Sustainable Probiotic-Cleaning Formulation in Reducing Infectivity of Enveloped Viruses Studio in vitro Alpha-coronavirus 229E (hCoV-229E),
Beta-coronavirus SARS-CoV-2,
Herpes simplex virus 1 (HSV-1),
virus influenza suina (H1N2), virus influenza aviaria (H10N1), Vaccinia Virus Ankara inoculati in cellule target
- Valutazione di:
(i) potenziale azione antivirale di PCHS contro virus con envelope
(ii) Stabilità a lungo termine dell’attività di PCHS nella prevenzione della contaminazione da virus
(i) PCHS è in grado di inattivare il 99,9% di virus testati entro 1-2h dal contatto, sia in sospensione che in superficie
(ii) PCHS ha azione antivirale prolungata anche dopo 24h dalla sua applicazione
La sanificazione con PCHS può essere considerata una prospettiva nuova e sicura per il controllo e la prevenzione della diffusione di virus con envelope anche alla luce della mancanza di effetti collaterali negativi sull’ambiente e sulla resistenza antimicrobica
D’Accolti M., 2021 [30] Effective elimination of Staphylococcal contamination from hospital surfaces by a bacteriophage–probiotic sanitation strategy: a monocentric study Studio sperimentale 8 toilette di un reparto ospedaliero di Medicina Interna
(4 bagni: Intervention group; 4 bagni: Control group)
23 giorni Analisi della potenziale efficacia e fattibilità della procedura PCHS integrata con batteriofagi contro contaminazione stafilococcica L’applicazione quotidiana di batteriofagi mediante nebulizzazione induce una diminuzione di Staphylococcus spp. sulle superfici trattate fino al 97% in più rispetto al solo PCHS (p < 0,001) Un sistema con batteriofagi potrebbe essere utile per contrastare focolai di patogeni specifici ed essere preso in considerazione per l’implementazione di strategie di prevenzione e controllo delle infezioni correlare all’assistenza
Tarricone R., 2020 [22] A Probiotic-Based Sanitation System for the Reduction of Healthcare Associated Infections and Antimicrobial Resistances: A Budget Impact Analysis Studio sperimentale
+ Analisi di budget impact
Reparti di medicina interna/geriatria e neurologia di
5 ospedali pubblici italiani
(+ 1 di controllo)
18 mesi
  • Fase indagine pre-intervento con disinfezione chimica convenzionale (CCC) di 6 mesi

  • Fase di intervento con PCHS di 6 mesi

Valutazione di:
(i) Numero di ICA per 1000 giorni/paziente
(ii) Esiti delle ICA
(iii) Consumo di farmaci per il trattamento delle ICA e relativi costi
(iv) Identificazione dei casi di antibiotico-resistenza e stima dei relativi costi di trattamento
(i) Incidenza cumulativa di ICA diminuita dal 4,6% (CCC) al 2,4% (PCHS) (p < 0,0001)
(ii) Fase CCC: 54,6% moderata-grave; 1,5% grave (morte o disabilità grave); %restante lievi o nulle;
Fase PCHS: 43,4% moderata-grave; 0,9% grave (morte o disabilità grave); %restante lievi o nulle
(iii) Riduzione dei costi per il trattamento farmacologico delle ICA del 59,8% (272€ nella fase CCC vs 110€ nella fase PCHS)
(iv) Riduzione dei costi per il trattamento dell’antibiotico-resistenza dell’84% (40.419€ nella fase CCC vs 6.341€ nella fase PCHS)
Un maggiore utilizzo del PCHS rispetto ai sistemi di disinfezione chimica convenzionale, nei dipartimenti di medicina interna/geriatria e neurologia, potrebbero evitare circa 31.000 ICA e 8500 forme resistenti agli antibiotici, con un risparmio in Italia, in un orizzonte temporale di 5 anni, di almeno 14 milioni di euro, di cui 11,6 per il trattamento delle ICA resistenti
Caselli E.,
2019 [24]
Impact of a probiotic-based hospital sanitation on antimicrobial resistance and HAI-associated antimicrobial consumption and costs: a multicenter study Studio sperimentale Reparti di medicina interna/geriatria e neurologia di 5 ospedali pubblici italiani (+ 1 di controllo) 18 mesi
  • Fase pre-intervento con disinfezione chimica convenzionale (CCC) di 6 mesi

  • Fase di intervento con PCHS di 6 mesi

(i) Analisi caratteristiche di resistenza agli antimicrobici (AMR) del microbiota ospedaliero prima e dopo PCHS
(ii) Valutazione impatto del PCHS sulle AMR e degli effetti a esso correlati (consumo e costi dei farmaci antimicrobici)
(i) Diminuzione fino al 99% dei geni codificanti AMR nel microbiota presente sulle superfici ospedaliere (pc < 0,01) e diminuzione del 33-100% dei ceppi resistenti a seconda del tipo di antibiotico
(ii) Riduzione globale del 60,3% del consumo di farmaci antimicrobici associati a ICA e diminuzione del 75,4% dei costi associati
La modulazione del microbiota potrebbe diventare parte integrante delle strategie di prevenzione e controllo delle ICA
Caselli E.,
2018 [19]
Reducing healthcare-associated infections incidence by a probiotic-based sanitation system: A multicentre, prospective, intervention study Studio sperimentale Reparti di medicina interna di 6 ospedali pubblici italiani 18 mesi
  • Fase pre-intervento con disinfezione chimica convenzionale (CCC) di 6 mesi

  • -Fase di intervento con PCHS di 6 mesi

(i) Valutare l’incidenza di ICA nelle fasi pre- e post-intervento
(ii) Effettuare un’analisi qualitativa e quantitativa della contaminazione delle superfici ambientali
(i) Incidenza cumulativa di ICA diminuita dal 4,8 al 2,3% (range 1,3-3,7%) (p < 0,0001); tasso di incidenza di ICA per 1000 giorni-pz diminuita da 5,4 a 2,3 con un valore di incidenza di 0,45 (95% IC, 0,36-0,54)
(ii) Decremento stabile dei patogeni su superfici dell’83% (range 70-96%) accompagnato da un simultaneo decremento fino a 2log dei geni di antibiotico-resistenza del microbiota
Sulla base di indagini più ampie, l’approccio PCHS potrebbe essere considerato come parte di strategie di prevenzione e controllo delle ICA
D’Accolti M., 2018 [31] Efficient removal of hospital pathogens from hard surfaces by a combined use of bacteriophages and probiotics: potential as sanitizing agents Studio in vitro Test in vitro e in situ contro ceppi di S. aureus, E. coli e P. aeruginosa sensibili e resistenti ai farmaci - Valutazione dell’efficacia di un uso combinato di batteriofagi e probiotici nella rimozione di patogeni associati alle ICA su superfici resistenti L’uso combinato ha mostrato:
(i) riduzione rapida dei batteri bersaglio (94 ± 4%) entro 1h
(ii) persistenza della riduzione delle CFU batteriche anche dopo 15 giorni (99 ± 1%)
I prodotti chimici contenuti nel PCHS potrebbero stabilizzare i fagi a temperatura ambiente, favorire il contatto tra il fago e le cellule batteriche bersaglio, facilitandone l’ingresso e l’azione
Il PCHS, pertanto, rappresenta un sistema innovativo volto alla prevenzione e alla gestione delle infezioni trasmesse da superfici contaminate in ambiente ospedaliero
Caselli E.,
2016 [17]
Impact of a Probiotic-Based Cleaning Intervention on the Microbiota Ecosystem of the Hospital Surfaces: Focus on the Resistome Remodulation Studio sperimentale Ospedale privato Quisisana (Ferrara, Italia) 4 mesi (i) Valutazione impatto dell’approccio PCHS addizionato di probiotici del genere Bacillus sull’ecosistema del microbiota che contamina le superfici ospedaliere
(ii) Studio della sicurezza d’uso del PCHS, monitorando sia la potenziale acquisizione nel tempo di resistenze genetiche agli antibiotici sia la loro presenza in pazienti con ICA nel periodo studiato
(i) Il numero di CFU/m2 del microbiota ospedaliero è diminuito fino al 98% rispetto ai numeri di CFU rilevati a T0 (cioè prima del trattamento PCHS).
Tali differenze sono statisticamente significative (p ≤ 0,0001) in ogni momento testato (T2, T3, T4) rispetto a T0 per tutti i gruppi microbici a eccezione del gruppo delle Enterobacteriaceae
(ii) La procedura PCHS non ha selezionato specie microbiche resistenti, al contrario ha indotto una diminuzione dei geni resistenti agli antibiotici nella popolazione microbica contaminante.
Durante l’intero periodo di studio (4 mesi), solo 6 soggetti (su un totale di 159) hanno mostrato segni clinici attribuibili alle ICA
La procedura a base di probiotici è attiva non solo nel controllo della contaminazione microbica superficiale ma anche nella riduzione delle specie resistenti ai farmaci, suggerendo che può avere implicazioni cliniche e terapeutiche rilevanti per la gestione delle ICA
La Fauci V., 2015 [23] An Innovative Approach to Hospital Sanitization Using Probiotics: In Vitro and Field Trials Studio in vitro Sperimentazione in vitro condotta su 3 superfici in setting ospedaliero, quali:
pavimento di un corridoio ospedaliero, tavolo in una stanza di degenza e su un lavabo
- Valutazione dell’efficacia di un sistema di sanificazione a base di probiotici (i) In vitro:
riduzione dei microrganismi rilevati dal 92,2 al 99,9% dopo 24h, senza ricontaminazione
(ii) Sperimentazione clinica: eliminazione totale della carica batterica di Enterococcus faecalis e C. albicans e di quasi il 100% di P. aeruginosa, Acinetobacter
baumannii e K. pneumoniae su tutte e tre le superfici dopo sole 6h, anche in caso di ricontaminazione
Il PCHS ha un’azione durevole nel tempo grazie alla stabilizzazione di un biofilm in grado
di ridurre e contenere la proliferazione di microrganismi patogeni.
I probiotici sono, quindi, prodotti efficaci e innovativi
per la sanificazione in setting ospedaliero
Vandini A., 2014 [18] Hard Surface Biocontrol in Hospitals Using Microbial-Based Cleaning Products Studio sperimentale 2 ospedali italiani e 1 ospedale belga 24 settimane Valutazione dell’effetto di una nuova procedura di pulizia, basata sul meccanismo di biocontrollo, sulla presenza e sopravvivenza di diversi microrganismi responsabili di ICA, dopo applicazione su superfici ospedaliere resistenti (i) Riduzione dei patogeni ICA-correlati del 50-89% rispetto ai metodi tradizionali
(ii) Dopo circa 2 settimane, riduzione del 74 ± 21% dei patogeni coliformi e dell’89 ± 18% di E. coli
(iii) Dopo 6 settimane, riduzione del 78 ± 15% di S. aureus
(iv) Dopo 1 settimana, riduzione della carica C. albicans corrispondente all’82 ± 19%
(v) Rapida riduzione, dopo 3 giorni, della carica di C. difficile del 55 ± 47%
I primi risultati sulle percentuali di ICA negli ospedali, monitorati su base continua nello studio, si sono mostrati promettenti e potrebbero aprire la strada a una nuova strategia economicamente vantaggiosa per contrastare o (bio)controllare i patogeni correlati alle ICA
Vandini A., 2014 [20] Reduction of the microbiological load on hospital surfaces through probiotic-based cleaning procedures: A new strategy to control nosocomial infections Studio sperimentale 2 reparti di medicina generale e setting ambulatoriale di 1 ospedale italiano 4 mesi Valutazione dell’efficacia di una nuova procedura di sanificazione con prodotti per la pulizia contenenti spore di Bacillus spp., rispetto a trattamenti tradizionali a base di cloro (i) L’uso del probiotico ha determinato una significativa riduzione (> 80%) della carica microbica di S. aureus, batteri coliformi, Pseudomonas spp. e Candida spp., con effetto stabile nel tempo
(ii) La ridotta carica microbica è stata mantenuta a valori stabilmente bassi per tutte le 24 ore successive all’applicazione, nonostante la presenza di continue e molteplici fonti di ricontaminazione microbica dovute a pazienti, visitatori, personale ospedaliero e materiali vari
I detergenti a base di probiotici riducono significativamente la presenza di batteri patogeni sulle superfici contaminate, e supportano l’ipotesi di un meccanismo mediato dalla biostabilizzazione della carica microbica