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. 2013 Sep 1;26(1 Suppl):37–38. [Article in Italian] doi: 10.1177/19714009130260S110

Auditorium - 12.20–12.52: Comunicazioni

A Brunetti, G Pero
PMCID: PMC5228744

1

12.20-12.28

Correlazioni tra anomalie della sostanza grigia e parametri clinici in pazienti affetti da sclerosi multipla

G. D'Anna1, M. Napoli1, M. Petracca2, C. Russo1, S. Montella2, G. Cerullo, E. Tedeschi1, P.B. Carrieri2, A. Elefante1, A. Brunetti1

1 Dipartimento di Scienze Biomediche Avanzate, Università degli Studi di Napoli “Federico II”; Napoli - 2 Dipartimento di Neuroscienze, Università degli Studi di Napoli “Federico II”; Napoli

Scopo del lavoro: Il nostro studio si è proposto di valutare il pattern di coinvolgimento della sostanza grigia in pazienti affetti da Sclerosi Multipla Recidivante Remittente (SM-RR) in termini di 1) numero e volume delle lesioni corticali, 2) volume globale della sostanza grigia 3) spessore corticale e l'eventuale correlazione di tali para-metri con dati clinici (EDSS-disabilità fisica e test neurop-sicologici- batteria breve di Rao).

Materiali e Metodi: Sono stati reclutati 20 pazienti af-fetti da SM-RR, confrontati con 20 soggetti sani appaiati per sesso e per età. I pazienti ed i relativi controlli sono stati sottoposti ad esame RM con apparecchio da 1,5 Tesla, con scansioni assiali DUAL T2/DP, FLAIR, dopo iniezione di mezzo di contrasto paramagnetico MPRAGE, FLAIR 3D e sequenza DIR per lo studio della sostanza grigia. L'analisi delle immagini acquisite è stata poi effettuata eseguendo il contouring delle lesioni corticali in Jim versione 5.0 (http://www.xinapse.com/Manual/index.html), il calcolo dello spessore corticale con il software Freesurfer (https://surfer.nmr.mgh.harvard.edu/), il calcolo dei volume cerebrale con SIENAX (http://fsl.fmrib.ox.ac.uk/fsl/fsl.1.9/siena). Tutti i pazienti sono stati sottoposti a valutazione della disabilità fisica (Expanded Disability Status Scale) e cog-nitiva (batteria breve di Rao). L'analisi statistica è stata eseguita in SPSS 19.0; il livello di significatività è stato fissato a p<0.05.

Risultati: Sono stati valutati e confrontati il volume della sostanza grigia (grey matter volume – GMV), il volume della sostanza bianca (white matter volume – WMV), lo spessore corticale. L'analisi univariata ha di-mostrato una differenza statisticamente significativa in termini di GMV e dei WMV tra pazienti SM e soggetti sani, corretti per età, sesso e volume intracranico. Inoltre, l'analisi multivariata dello spessore corticale ha mostrato una significativa atrofia a carico dei lobi frontali e tempo-rali. Per quanto riguarda la correlazione con i parametri clinici la disabilità fisica appare inversamente correlata al grado di atrofia della corteccia frontale, mentre una cor-relazione diretta esiste tra PASAT (Paced Auditory Serial Addition Test) e spessore della corteccia orbito frontale laterale, e tra SRT(Spatial Recall Test) e spessore della corteccia temporale.

Conclusioni: I pazienti affetti da SM-RR risultano avere un grado di atrofia della sostanza grigia e bianca maggiore rispetto ai controlli sani; tale atrofia, prevalente a carico della SG, è maggiormente evidente a sede fronto-tempo-rale. La presenza di correlazione tra disabilità clinica e spessore corticale è a favore del ruolo della patologia della SG nella progressione della disabilità.

I limiti del nostro studio sono, oltre alla bassa numer-osità campionaria, l'acquisizione volumetrica dopo mezzo di contrasto, che va a limitare la segmentazione, e l'utilizzo di apparecchiatura ad 1,5 Tesla.

2

12.28-12.36

La diagnosi delle placche pseudotumorali: il contributo della RM spettroscopia, perfusione e trattografia

M. Ferrio1, G. Vaula2, M. Corsico1, D. Daniele1, F. D'Agata2, G. Stura1, M. Bergui1

1 Neuroradiologia, Università Città della Salute e della Scienza; Torino - 2 Neurologia, Università Città della Salute e della Scienza; Torino

Scopo: Lo scopo del lavoro è stato quello di valutare il contributo delle tecniche avanzate di RM nella diagnosi differenziale delle lesioni cerebrali tra infiammatorie e tumorali.

Materiali e Metodi: Sono stati studiati in particolare tre casi che sono giunti alla nostra osservazione con diagnosi RM di sospetto processo espansivo di natura neoplastica.

CASO 1: donna di 48 anni con nevralgia I e II branca del V n.c. Alla RM si osserva una lesione temporale destra, interpretata come sospetto linfoma. Nei mesi successivi la sintomatologia neurologica peggiora con deficit focali mul-tipli e alla RM si evidenzia la comparsa di ulteriori lesioni, di cui una di dimensioni maggiori.

CASO 2: donna di 47 anni con deficit stenico ingravescente all'emisoma destro. Alla RM si osserva lesione frontale sinistra con sospetto glioma di basso grado.

CASO 3: uomo di 51 anni con diplopia ingravescente. Alla RM si evidenzia una lesione del brachium pontis destro definita di possibile natura neoplastica.

I pazienti sono stati sottoposti a studio RM con tecnica avanzata, con apparecchiatura 1.5 T, Philips, ripetuto nel follow up di 7-12 mesi. L'esame di spettroscopia è stato eseguito con tecnica PRESS Single voxel a TE breve (35), Multivoxel a TE intermedio (144). Lo studio di perfusione è stato eseguito mediante bolo di mezzo di contrasto e.v. Lo studio di trattografia è stato eseguito mediante acqui-sizione EPI pesata in diffusione ed elaborazione fiber-tracking.

I pazienti sono stati inoltre sottoposti ad esami clinici e liquorali.

Risultati: Nei tre pazienti, all'ingresso, lo studio di spet-troscopia ha evidenziato un incremento del picco di colina, una riduzione del picco di N-acetil-aspartato e la comparsa di un picco di lattato-lipidi. La perfusione ha evidenziato una riduzione dei valori di rCBV nella porzione centrale delle lesioni e un lieve incremento periferico. La trat-tografia ha evidenziato una rarefazione dei fasci adiacenti. In tutti i casi gli esami liquorali sono risultati negativi. I valori di spettroscopia sono stati confrontati nel follow up e correlati agli aspetti clinici ed evolutivi. Sono stati inoltre confrontati con altri casi con aspetti morfologici simili e con i dati della letteratura.

Conclusioni: la diagnosi differenziale tra lesione neoplas-tica ed infiammatoria non è sempre agevole. La combina-zione tra le diverse tecniche avanzate di RM, in aggiunta alle caratteristiche morfologiche della lesione, permette di indirizzare meglio verso la natura infiammatoria piuttosto che neoplastica, evitando in alcuni casi la biopsia.

3

12.36-12.44

Misurazione in risonanza magnetica del diametro dei forami giugulari in pazienti con sclerosi multipla

G. Papini1, M. Bandirali2, I. Merli1, S. Viganò2, V. Nardella2, G. Di Leo1, M. Trimboli1, F. Sardanelli1,3

1 Unità di Radiologia, IRCCS Policlinico San Donato; San Donato Milanese - 2 Scuola di Specializzazione in Radiodiagnostica, Università degli Studi di Milano -3 Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute, Università degli Studi di Milano; San Donato Milanese

Scopo del lavoro: L'associazione tra sclerosi multipla (SM) e insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI) è al centro di acceso dibattito. È ulteriore oggetto di discussione l'efficacia del trattamento endovascolare percutaneo. Le dimensioni e il ruolo dei forami giugulari nei pazienti con SM non sono mai stati indagati. Scopo del nostro la-voro è stato misurare le dimensioni dei forami giugulari nei pazienti con SM e di confrontarle con un gruppo di controllo.

Materiali e Metodi: Ottenuta l'autorizzazione del comi-tato etico locale per questo studio caso-controllo retros-pettivo, abbiamo raccolto le immagini relative all'ultimo controllo RM effettuato e i dati clinici di 53 pazienti affetti da SM (23 maschi, età 45 ± 9 anni), di cui 18 (34%) già sot-toposti a trattamento endovascolare. Abbiamo selezionato un gruppo di controllo di 53 pazienti non affetti da SM ab-binati per età e sesso (23 maschi, età media 46 ± 10 anni). Utilizzando le immagini assiali T1-pesate post-contrasto, due operatori hanno misurato in cieco il diametro minore dei forami giugulari sia nel gruppo dei pazienti con SM sia nel gruppo di controllo. Un operatore ha ripetuto la misurazione dopo un mese per il gruppo dei pazienti con SM. I pazienti trattati hanno soggettivamente valutato l'eventuale miglioramento della qualità della vita (QoL) a sei mesi. Per l'analisi statistica è stata considerata la somma dei diametri minori dei forami giugulari. È stata calcolata la riproducibilità intra- e interosservatore. Utiliz-zando il test U Mann-Whitney sono state confrontate le dimensioni dei forami giugulari dei pazienti con SM con quelle del gruppo di controllo e, considerando solo i pazi-enti trattati, il confronto è stato effettuato tra pazienti con e senza miglioramento di QoL.

Risultati: La somma dei diametri dei forami giugulari nei pazienti con SM (11,3 mm) è risultata del 12% inferiore (p=0,003) rispetto a quella dei soggetti di controllo (12,9 mm). Confrontando il gruppo di controllo, i pazienti trattati con miglioramento di QoL e i pazienti trattati senza miglioramento di QoL, è stata osservata una differenza significativa (12,9 mm; 11,3 mm; 10 mm, rispettivamente; p=0,021), con un trend negativo (p=0,022). Le riproduci-bilità sono risultate maggiori del 88%.

Conclusioni: I forami giugulari dei pazienti affetti da SM sono risultati significativamente più piccoli rispetto a quelli del gruppo di controllo. I pazienti con SM sottoposti a trattamento endovascolare percutaneo senza miglio-ramento di QoL a sei mesi hanno i forami giugulari significativamente più piccoli rispetto ai pazienti che hanno riportato un miglioramento di QoL.

4

12.44-12.52

Anomalie cerebrovascolari in una larga famiglia italiana affetta da glicogenosi II ad insorgenza tardiva: studio con angio RM 3D TOF

L. Della Gatta1, M. Cirillo1, A. Negro1, F. Tortora1, N. Landi1, M. Tecame1, S. Sampaolo2, G. Di Iorio2, S. Cirillo2

1 Cattedra di Neuroradiologia, Dipartimento Medico-Chirurgico di Internistica Clinica e Sperimentale Magrassi Lanzara, SUN; Napoli − 2 Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche, Neurologiche, Metaboliche e dell' Invecchiamento, SUN; Napoli

Scopo del lavoro: Identificazione e valutazione di anomalie vasali intracraniche nei pazienti affetti da Glicogenosi tipo II a tardiva insorgenza (late onset GSDII)

Materiali e Metodi: Abbiamo condotto uno studio di Angio RM TOF 3D con magnete superconduttivo 1,5 T su 7 degli 8 pazienti, 4 maschi e 3 femmine, affetti dalla malattia di Pompe (1 paziente è stata esclusa perchè aveva una protesi non RM compatibile e su 10 controlli. E' stato misurato il diametro trasversale vasale massimo a livello dell'apice e del terzo medio dell' arteria basilare (AB) e poi a livello della porzione media di entrambi le arterie carotidi interne (ICA) nella loggia cavernosa. E' stata anche valu-tata l'altezza della biforcazione dell' AB e la sua posizione sul piano assiale con una scala semiquantitativa da 0 a 4 (0: a livello o sotto il dorsum sellae; 1: all'interno della cisterna sovra sellare; 2: a livello del pavimento del III ventricolo; 3: se il pavimento viene indentato e sollevato). La quan-tificazione del posizionamento dell'AB è stata fatta sulla base della sua collocazione più laterale lungo il suo percorso (0: sulla linea mediana, 1: mediale al margine laterale del clivus o del dorsum sellae; 2: laterale al margine laterale del clivus o del dorsum sellae, 3: nella cisterna dell'angolo ponto cerebellare). Le misurazioni sono state condotte in cieco da tre investigatori. I pazienti non riportavano segni e sintomi di malattia cerebrovascolare o cardiaca.

Risultati: La dolicoectasia dell' AB (0.06% nella popo-lazione generale) è stata riscontrata in 3 uomini e 2 donne ed è stata trovata una maggiore dilatazione delle ICA nei pazienti rispetto ai controlli. Nessun volontario sano ha presentato dolicoectasia o ectasia delle ICA. In 5 pazienti con dolicoectasia il punteggio semiquantitativo era compreso tra 2 e 3

Conclusioni: Questi dati confermano che le anomalie dei maggiori vasi cerebrali sono relativamente frequenti nei pazienti affetti da late-onset GSDII. Particolarmente intrigante appare essere la relazione tra queste modificazioni vasali e il rischio di stroke. Occorrerebbero ulteriori studi per giungere a maggiori delucidazioni. Tuttavia alla luce dei nostri risultati raccomandiamo uno studio radiologico mediante angio RM TOF della circolazione cerebrale nei soggetti con late-onset GSDII.


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