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. 2013 Sep 1;26(1 Suppl):45–46. [Article in Italian] doi: 10.1177/19714009130260S113

Sala Gran Sasso - 16.15–16.39: Comunicazioni

V Di Egidio, F Lupo
PMCID: PMC5228747

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16.15-16.23

Pervietà dell'arteria oftalmica coperta dal pipeline e correlazione clinica al follow-up

E. Raz1, O. Tanweer2, M. Shapiro1, T. Becske1, H. Riina2, D. Zumofen1, M. Fouladvand3, P. Nelson1

1 Department of Radiology, NYU Langone Medical Center; New York - 2 Department of Neurosurgery, NYU Langone Medical Center; New York - 3 Department of Ophthalmology, NYU Langone Medical Center; New York, USA

Scopo del lavoro: La diversione del flusso aneurismatico con il Pipeline Embolization Device (PED) si è dimostrato un trattamento effettivo per gli aneurismi intracranici. Alcuni autori hanno postulato la possibilità di occlusione di rami arteriosi coperti dal PED. L'obiettivo del nostro lavoro è stato quello di valutare la pervietà dell'arteria oftalmica dopo trattamento con PED e la correlazione cli-nica dell' occlusione in una coorte consecutiva di pazienti trattati con PED.

Materiali e Metodi: Questo studio prospettico è stato eseguito su pazienti che si sono sottoposti a trattamento per aneurisma dell' arteria carotide interna, in cui il PED copriva l'origine della arteria oftalmica ed in cui imma-gini di follow-up fossero disponibili. Abbiamo raccolto in-formazioni di questi pazienti tra cui età, genere, tipo di aneurisma, numero di PED usati, situazione dell' arteria oftalmica al follow-up, risultato del P2Y12, dati clinici neurologici ed oftalmologici.

Risultati: Lo studio ha incluso 58 pazienti (M/F ratio = 6/52; età media 60.2 ± 11.9 anni) in cui almeno un PED coprisse l'origine della arteria oftalmica. 127 PED sono stati usati in questi 58 pazienti coprendo la arteria oftal-mica (mediana 2; range 1-4). L'ultimo follow-up è stato eseguito a 14.5 (11.5) mesi di media (range 1.9-59.6 mesi). Al follow-up, 47/58 (81.0%) aneurismi erano occlusi. Impairment funzionale dell'arteria oftalmica si è notato in 12 casi (20.7%): in 7 casi il flusso era lento e in 4 casi la arteria oftalmica era chiusa; in un caso si è notata ste-nosi prossimale della arteria oftalmica. In tutti i casi di occlusione si è notata recostituzione del flusso attraverso rami della carotide esterna e in un caso dal MHT. Non si sono notati nuovi deficit visivi permanenti nei pazienti con occlusione. Non vi era differenza significativa tra il numero di PED coprenti la arteria oftalmica tra i pazienti con o senza occlusione (p=0.354). Non si è trovata correla-zione tra i risultati del P2Y12 e la pervietà della oftalmica (p=0.782).

Conclusioni: Nella nostra serie di casi, il 20.7% delle arterie oftalmiche hanno dimostrato occlusione o altera-zione di flusso. In nessun caso abbiamo avuto sequele cli-niche permamenti.

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16.23-16.31

Il trattamento endovascolare del vasospasmo nelle emorragie subaracnoidee

A. Paolucci1, V. Civelli1, M. Isalberti1, V. Conte1, F. Di Corte1, F. Triulzi 1, R. Papa2

1 Fondazione IRCCS Ca' Granda Ospedale Policlinico Maggiore; Milano - 2 Policlinico G. Martino; Messina

Scopo del lavoro: Nei pazienti con emorragia subarac-noidea il vasospasmo è una delle possibili complicanze a volte difficilmente gestibile con le cure rianimatorie. Lo scopo del nostro lavoro è stato quello di illustrare la nostra esperienza nel trattamento del vasospasmo mediante an-gioplastica, mediante l'infusione di farmaci vasodilatatori o mediante l'azione combinata di entrambe.

Materiali e Metodi: Dal Gennaio 2009 al Maggio 2013 sono stati trattati per via endovascolare 146 pazienti con emorragia subaracnoidea causata da rottura di un aneurisma cerebrale. Di questi, 17 pazienti hanno sviluppato fe-nomeni di vasospasmo che non è stato possibile controllare mediante le cure rianimatorie. In conseguenza di un peg-gioramento del quadro clinico, avvalorato in molti casi dallo studio Doppler dei vasi intracranici e/o studio Angio-RM o Angio-TC, i 17 pazienti sono stati sottoposti a trattamento endovascolare mediante angioplastica o infusione locale di farmaci vasodilatatori (Papaverina e nimodipina) o mediante l'azione combinata di entrambe. Tre pazienti sono stati trattati due volte a causa del peggioramento dei fenomeni di vasospasmo. Sono state pertanto eseguite 20 procedure endovascolari. Tutti i pazienti, tranne uno, sono stati rivalu-tati dopo 6 mesi attraverso il GOS (Glasgow Outcome Scale).

Risultati: Delle 20 procedure, in un solo caso si è ve-rificato un peggioramento dei fenomeni di vasospasmo durante il trattamento endovascolare. Tre pazienti sono morti alcuni giorni dopo a causa di un improvviso peggio-ramento dei fenomeni di vasospasmo o a causa delle gravi condizioni cliniche.

Dopo il trattamento endovascolare, in 11 casi si è ot-tenuto un miglioramento del quadro clinico, in 6 casi il quadro clinico è rimasto invariato, in un caso si è avuto un peggioramento del quadro clinico, in due casi non è stato possibile effettuare un esame neurologico.

Al follow-up a 6 mesi, 5 pazienti hanno raggiunto un GOS pari a 5, 1 paziente ha raggiunto un GOS pari a 4, 7 pazienti un GOS pari a 3, un paziente non è stato valutato e 3 pazienti sono deceduti (GOS pari a 1).

Conclusioni: Il vasospasmo è ancora una grave compli-canza nei casi di emorragia subaracnoidea ma il tratta-mento endovascolare mediante angioplastica e l'utilizzo di farmaci vasodilatatori costituisce l'unica eventuale so-luzione quando le cure rianimatorie non sono sufficienti.

3

16.31-16.39

Il trattamento in elezione degli aneurismi di arteria comunicante anteriore: possibili terapie endovascolari

A. Paolucci, M. Isalberti, V. Civelli, P. Rampini, F. Triulzi Fondazione IRCCS Ca' Granda Ospedale Policlinico Maggiore, Milano

Scopo del lavoro: Il trattamento endovascolare in ele-zione degli aneurismi di comunicante anteriore, in passato embolizzati unicamente con spirali, ha subito grandi mo-dificazioni negli ultimi anni. Lo scopo del lavoro è stato quello di dimostrare la possibilità di trattare con efficacia dodici pazienti con aneurisma di comunicante anteriore con tecnica di semplice coiling, con tecnica di remodelling, con tecnica di stenting e coiling e con tecnica di Flow diverter.

Materiali e Metodi: Dal Novembre 2009 al Maggio 2013 sono stati effettuati tredici trattamenti per via endovasco-lare in dodici pazienti portatori di aneurismi di arteria comunicante anteriore non rotti o già sottoposti a precedenti trattamenti in urgenza con coiling o clipping. Tre di questi pazienti sono stati trattati per recidive di aneurismi embo-lizzati con spirali in urgenza, un paziente è stato trattato per residuo aneurismatico dopo clipping chirurgico ese-guito in urgenza, gli altri otto non erano mai stati trattati in precedenza. Sono stati effettuati cinque trattamenti con semplice coiling, cinque trattamenti con tecnica stenting e coiling, due trattamenti con tecnica remodelling ed un trattamento con Flow-diverter. Un solo paziente è stato sottoposto a due trattamenti, dapprima con coiling e suc-cessivamente con tecnica remodelling

Risultati: Al termine della procedura si è ottenuta la completa occlusione dell'aneurisma in undici pazienti e la quasi completa occlusione in un paziente. In un solo trat-tamento si è verificata un'emorragia subaracnoidea che non ha determinato deficit neurologici al risveglio, in un paziente si è verificato un episodio transitorio di afasia il giorno seguente la procedura, nei restanti dieci tratta-menti non si sono verificate complicanze angiografiche e cliniche. In un paziente sottoposto inizialmente a tratta-mento con semplice coiling e successivamente a tratta-mento in remodelling si è documentata recidiva a livello del colletto. Il paziente sottoposto a trattamento con Flow-diverter ha mostrato la completa occlusione dell'aneurisma al follow-up a tre mesi, due dei cinque pazienti trattati con coiling hanno confermato l'occlusione degli aneurismi al follow-up di un anno. Dei restanti pazienti siamo in attesa del follow-up.

Conclusioni: Il trattamento endovascolare degli aneu-rismi di comunicante anteriore è oggi possibile attraverso varie tecniche. Nei casi di aneurisma a colletto ampio il trattamento con stenting e coiling o ancora meglio con flow-diverter può forse dare migliori risultati a distanza di tempo rispetto al passato.


Articles from The Neuroradiology Journal are provided here courtesy of SAGE Publications

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