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. 2013 Sep 1;26(1 Suppl):50–52. [Article in Italian] doi: 10.1177/19714009130260S115

Sala Velino - 17.15–17.55: Comunicazioni

A Elefante, PF Ottaviano
PMCID: PMC5228749

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17.15-17.23

Lombalgia e sindrome da micro-instabilità vertebrale: primi risultati del blocco articolare meccanico mediante introduzione di viti percutanee trans-articolari TC guidato

L. Manfré

UO Interventistica Spinale Mini-Invasiva, AOE Cannizzaro, Catania

Scopo del lavoro: La sindrome da instabilità vertebrale costituisce una delle prime cause di dolore lombare. Soli-tamente di natura degenerativa (artrosi, disidratazione discale) è determinata solitamente dalla perdita dell'azione ammortizzante-collante del disco intersomatico (solita-mente a livello L4/L5 e L5/S1), con deformazione delle faccette articolari e conseguente artrite cronica. La Radio-ablazione delle faccette articolari (denervazione) –terapia peraltro esclusivamente sintomatica– non sempre appare in grado di risolvere il quadro clinico del paziente.

Viene valutata l'efficacia del trattamento di blocco delle articolazione interapofisarie mediante apposizione di un sistema di viti transarticolari.

Materiali e Metodi: 5 pazienti affetti da dolore lombare cronico con caratteristiche di sindrome delle faccette arti-colari, in cui un precedente intervento di radioablazione non aveva portato alcun miglioramento del quadro clinico, sono stati sottoposti a uno studio del rachide lombare mediante bilancio TC/RM, attestante evidenti segni di microinstabilità vertebrale, disidratazione discale (“black disc”) e artrite/artrosi delle faccette articolari a livello del segmento L4/L5 o L5/S1.

Previa anestesia puramente locale e guida TC, un sistema analogo a quello già utilizzato per apposizione per-cutanea di barre e viti con preparazione delle faccette ar-ticolari è stato utilizzato, con introduzione finale di viti perforanti transfaccettali della lunghezza di 30 mm, in grado di bloccare le faccette stesse.

Risultati: Ad un bilancio clinico eseguito a 1, 2, 4 e 8 settimane, tutti i pazienti trattati (5/5) hanno riferito la scomparsa della lombalgia preesistente nell'arco delle prime due settimane dal trattamento. Uno studio TC ef-fettuato a 1 mese dall'intervento non ha dimostrato alcuna complicanza, con valutazione del corretto mantenimento di posizione delle viti.

Conclusioni: la sindrome da microinstabilità vertebrale costituisce oggi la principale fonte di lombalgia cronica in pazienti affetti da disidratazione discale (“black disc”) o ar-trite articolare. La radioablazione delle faccette articolari, comunemente usata per anestetizzare le articolazioni do-lenti, non sempre è in grado di risolvere il problema clinico del paziente per difficoltà al conseguimento di una dener-vazione totale e/o fenomeni di re-innervazione, con recidiva del quadro clinico. In considerazione della genesi meccanica della patologia, l'adozione di un sistema di semplice introduzione percutanea, in anestesia locale e TC guidato, consente un rapido ed efficace sistema per la definitiva ri-soluzione del dolore legato alla microinstabilità vertebrale.

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17.23-17.31

Vertebroplastica con radiofrequenza in lesioni vertebrali da mieloma multiplo: differenza con i sistemi tradizionali di vertebroplastica e cifoplastica con palloncino

R. Pantaleoni1, S. Fiorucci2, A. Fiacca1, F. Leone1, C. Gallina1, M. Hamam1

1 Neuroradiologia Ospedale Santa Maria della Misericordia; Perugia - 2 Neurochirurgia Ospedale Santa Maria della Misericordia; Perugia

Scopo del lavoro: La vertebroplastica è da tempo consi-derata una metodica valida nel trattamento delle lesioni e fratture vertebrali dolorose in pz con mieloma multiplo.

Esponiamo la nostra esperienza nel trattamento mini-vasivo di crolli vertebrali in pz con mieloma multiplo con l'utilizzo del sistema con Radiofrequenza confrontando i risultati ottenuti con il trattamento classico di Vertebro-plastica e cifoplastica con palloncino.

Materiali e Metodi: Riportiamo 23 casi di pazienti con mieloma multiplo che presentavano fratture vertebrali dolorose trattati nel 2012-2013 mediante vertebroplastica (6), cifoplastica con palloncino (7) e tramite dispositivo a radiofrequenza (10) con approccio transpeduncolare mono-laterale/bilaterale (eseguito sotto guida radiosco-pica su apparecchio angiografico ed in anestesia locale) e con introduzione di riempitivo osseo ad alta viscosità a base di PMMA.

Risultati: Tutte le procedure sono state portate a termine con successo e con netta risoluzione del dolore dopo 24-72 ore. Sono stati utilizzati la VAS e l'SF-36.

I risultati sono stati molto buoni in tutti i 23 casi che sono stati controllati con esami RX e TC ed RM a distanza.

Tuttavia la differenza sostanziale tra le varie meto-diche è stata nell'interdigitazione di cemento nel soma vertebrale con localizzazione mielomatosa.

La nostra esperienza con sistema con Radiofrequenza ha dimostrato come tale procedura permetta nonostante un accesso monolaterale la completa interdigitazione del cemento in tutto il corpo vertebrale con notevole capacità di riempimento anche tra le trabecole ossee sane, risultando nettamente superiore ai classici trattamenti di Vertebroplastica e Cifoplastica, (anche se a differenza di quest'ultima non si ha nessun risultato in termini di ri-pristino in altezza del corpo vertebrale).

Conclusioni: La vertebroplastica con radiofrequenza, utilizzata in pz oncologici con localizzazioni da mieloma multiplo, grazie ad un tempo di lavoro di circa 30 minuti con cemento a viscosità costante, ha mostrato una consi-derevole riduzione di leakage rispetto alle procedura di vertebroplastica ed in più, potendo effettuare iniezione in più tempi nello stesso corpo vertebrale, ha mostrato una interdigitazione più uniforme ed omogenea in tutto il soma diffondendo anche tra le trabeccole ossee sane a differenza della cifoplastica.

Inoltre l'accesso monolaterale permette il trattamento di più livelli in tempi inferiori ed appare maggiormente tollerato dal pz.

L'unico svantaggio è nella scarsa possibilità di ripristi-nare in altezza il corpo vertebrale, elemento tuttavia non fondamentale nei pz con mieloma multiplo con diverse lo-calizzazioni vertebrali.

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17.31-17.39

Utilizzo di Kryptonite Bone Cement® per le fratture vertebrali da compressione: follow-up ad un anno e risultati di uno studio preliminare a singolo centro

M. Tecame1, G. Guarnieri2, R. Izzo2, P. Vassallo2, G. Ambrosanio2, M. Cirillo1, M. Muto2

1 S.U.N.; Napoli - 2 Servizio di Neuroradiologia, Ospedale A. Cardarelli; Napoli

Obiettivo: Verificare i risultati radiologici e clinici in termini di riduzione del dolore, nuove fratture vertebrali e del grado di dispersione del cemento a distanza di un anno dalla procedura di vertebroplastica effettuata con Kryptonite Bone Cement® (Doctors Research Group Inc, Southbury, CT, USA) per il trattamento delle fratture da compressione in soggetti osteoporotici.

Materiali e metodi: 16 pazienti osteoporotici (12 femmine e 4 maschi di età media intorno ai 68 anni) sono stati sottoposti a VP utilizzando Kryptonite Bone Cement®, per un totale di 20 vertebre. Tutti i pazienti lamentavano dolore resistente alla terapia medica. Tutte le procedure sono state effettuate sotto guida fluoroscopica, in neuro-leptoanalgesia, con approccio monopeduncolare in 12 casi e bipeduncolare in 4 casi.

Tutti i pazienti sono stati studiati con RM (Protocollo: Sagittal T1W, T2W, STIR) e con TC con ricostruzioni MPR e sono stati valutati con Visual Analogue Scale (VAS) and the Oswestry Disability Index (ODI) prima del tratta-mento, il giorno successivo e a dodici mesi da trattamento stesso ed hanno effettuato come follow-up, TC del tratto dorso-lombare ad un anno.

Risultati: Nel 90% dei pazienti, a distanza di 24/48 h sono stati ottenuti risultati soddisfacenti con una completa risoluzione della sintomatologia dolorosa. A 12 mesi abbiamo registrato una riduzione di 5 punti della scala VAS e una riduzione del 45% del punteggio ODI. La differenza nel pre e post-trattamento tra le scale VAS e ODI ad un anno è stata significante. (P<0.0001). Abbiamo osservato inoltre una dispersione di cementoa livello discale e venoso in 10 su 16 pazienti ma solo in un caso si è verificato un'embolia polmonare asintomatica durante l'iniezione.

Si sono verificati 2 casi di ri-frattura a livello di me-tameri distanti. A dodici mesi il controllo TC mostrava risultati stabili.

Conclusioni: La VP con Kryptonite Bone Cement® è un'utile procedura che permette una completa e duratura risoluzione della sintomatologia dolorosa vertebrale con un alto rischio di dispersione di sostanza nei dischi e nelle vene e una bassa incidenza di nuove fratture vertebrali a carico di metameri adiacenti o distanti.

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17.39-17.47

La vertebroplastica come trattamento delle lesioni vertebrali cervicali primitive o secondarie

M. Tecame1, G. Guarnieri2, R. Izzo2, G. Ambrosanio2, P. Vassallo2, L. Genovese2, M. Cirillo1, M. Muto2

1 S.U.N.; Napoli - 2 Servizio di Neuroradiologia, Ospedale A. Cardarelli; Napoli

Obiettivo: valutare la validità del trattamento antalgico e di stabilizzazione vertebrale della vertebroplastica (VP) nei pazienti affetti da lesioni vertebrali neoplastiche primitive o secondarie del tratto cervicale.

Materiali e Metodi: 28 pazienti (16 donne e 12 uomini, età media di 58+/–10.5) sono stati trattati con VP per un totale di 35 vertebre: 8 pazienti affetti da Mieloma Multiplo a livello di C2-C4-C5-C6 e C7; 15 pazienti con metastasi vertebrali da carcinoma mammario o polmonare a livello di C2-C4 e C5, un paziente con tumore renale e metastasi a livello di C1 e C2; 4 pazienti con emangioma aggressivo a livello di C4 e C5. Tutti i pazienti erano affetti da dolore da alcuni mesi, resistente alla terapia medica e sono stati studiati con esame RM (Sagittale T1W, T2W, STIR e T1W Fat Sat con mdc) e TCMS con ricostruzioni MPR. I pazienti con lesioni a livello di C1 e/o C2 sono stati trattati in anesthesia generale mediante approccio trans-orale sotto guida fluoroscopica e/o TC guidata, mentre quelli con lesioni da C3 a C7 sono stati trattati in anesthesia locale sotto guida fluoroscopica con approccio antero-laterale mediante di-slocazione manuale dell'asse carotideo. Nei pazienti con metastasi ed in quelli affetti da Mieloma Multiplo la VP è stata effettuata prima della radioterapia. La biopsia ossea è stata eseguita ma risultata negativa per presenza di materiale ematico. Tutti i pazienti sono stati valutati mediante la Visual Analogue Scale (VAS) e Oswestry Disability Index (ODI) prima del trattamento, a un mese e a sei mesi dopo il trattamento. 8 pazienti sono deceduti durante il follow-up a 6 mesi per progressione della neoplasia. In 3 pazienti la VP è stata effettuata dopo la stabilizzazione vertebrale o laminectomia decompressiva.

Risultati: Al follow-up a un mese, abbiamo osservato dei risultati soddisfacenti nel 78% dei pazienti, (riduzione di 5 punti della scala VAS e riduzione del 55% dello score ODI) con una riduzione o una completa scomparsa della sinto-matologia dolorosa ed effetto positivo sulla stabilizzazione vertebrale. Dopo sei mesi abbiamo registrato una riduzione di 4 punti della scala VAS e del 45% dello score ODI. In 7 pazienti (25%) abbiamo osservato una fuoriuscita extra-vertebrale (discale o venosa) del cemento. Il controllo con RX a sei mesi ha mostrato risultati stabili, più evidenti nei pazienti con Mieloma Multiplo e con emangiomi.

Conclusioni: il trattamento percutaneo con VP delle lesioni cervicali vertebrali rappresenta una valida, mini-invasiva e veloce soluzione terapeutica che permette una completa e duratura riduzione o scomparsa della sintoma-tologia dolorosa senza complicanze maggiori ed ottenendo un buon effetto sulla stabilizzazione vertebrale.

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17.47-17.55

Trattamento combinato di angiomi vertebrali invasivi

L. Allegretti1, N. Mavilio1, L. Castelletti1, R. Bragazzi2, M. Pacetti2, P. Fiaschi2, L. Castellan1

1 U.O. di Neuroradiologia; Genova - 2 U.O. Clinica Neurochirurgica; Genova

Scopo del lavoro: Riportiamo una serie di casi affetti da emangioma vertebrale invasivo sintomatico sottoposti a trattamento combinato con embolizzazione preoperatoria e contemporanea decompressione chirurgica e vertebropla-stica intraoperatoria percutanea. La vertebroplastica nel trattamento di patologie spinali garantisce buoni risultati, sia sulla precoce stabilizzazione vertebrale, sia sulla ra-pida ed efficace terapia del dolore vertebrale mal control-lato farmacologicamente. Il trattamento chirurgico garan-tisce comunque un'adeguata decompressione del midollo.

Materiali e Metodi: Nel nostro centro 6 Pazienti (4 ma-schi e 2 femmine) affetti da emangioma vertebrale invasivo sintomatico sono stati sottoposti ad embolizzazione preoperatoria con particelle di PVA, mediante microca-teterismo selettivo delle arterie intercostali afferenti e a successivo intervento chirurgico di decompressione midol-lare e vertebroplastica intraoperatoria. Tutti gli interventi combinati sono stati eseguiti a livello del rachide dorsale e tutti i Pazienti presentavano sintomi da compressione midollare. In tutti i Pazienti è stato eseguito intervento di laminectomia decompressiva con rimozione della patologia a livello endocanalare. Si è proceduto all'isolamento chi-rurgico dei peduncoli e, mediante guida fluoroscopica con apparecchio portatile in sala operatoria, si sono inseriti gli aghi trocar, di dimensioni di 13G, e si è iniettato PMMA a livello somatico nell'ambito dell'angioma.

Risultati: In tutti i casi trattati si è ottenuto una mar-cata riduzione della sintomatologia dolorosa e un migliora-mento della sintomatologia neurologica.

Dopo il trattamento il punteggio medio ottenuto con la VAS è sceso da 7,4 a 2,4 e in tutti i casi si è ottenuto un miglioramento clinico valutato con la scala ASIA. Non si sono osservate complicanze cliniche periproce-durali.

Conclusioni: Questa tecnica combinata ha permesso un'adeguata decompressione midollare con marcata ridu-zione del sanguinamento intraoperatorio, una stabilizza-zione meccanica pressoché immediata della colonna vertebrale, legata all'iniezione del cemento a livello somatico, ed una rapida regressione o scomparsa della sintomatologia dolorosa.


Articles from The Neuroradiology Journal are provided here courtesy of SAGE Publications

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