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. 2013 Sep 1;26(1 Suppl):55–57. [Article in Italian] doi: 10.1177/19714009130260S116

Auditorium - 11.50–12.22: Comunicazioni

M De Donatis, MP Pappalardo
PMCID: PMC5228750

1

11.50-11.58

Utilità della TC di perfusione (PCT) nella diagnosi e nel follow-up delle neoplasie cerebrali intrrassiali

F. G r a n a t a 1, R. Morabito1, C. Alafaci2, F. Tomasello2, M. Longo1

1 UOC di Neuroradiologia, Dipartimento di Scienze Radiologiche, Università degli Studi di Messina - 2 UOC di Neurochirurgia, Dipartimento di Neuroscienza, Scienze Psichiatriche e Anestesiologiche, Università degli Studi di Messina

Scopo del lavoro: La TC di perfusione (PCT) è uno stru-mento moderno di imaging che consente una valutazione rapida, sostanzialmente non invasiva e quantitativa della perfusione cerebrale, utile nello studio preoperatorio e nel follow-up dei tumori cerebrali intracranici.

Il Volume Ematico Cerebrale relativo (rCBV) e la Permeability Surface area-product (PS) sono i due principali parametri di TC perfusionale da valutare nei tumori ce-rebrali in quanto correlati alla neoangiogenesi tumorale.

Scopo del lavoro è quello di riportare la nostra espe-rienza con la PCT alla prima diagnosi e nel follow-up di pazienti con neoplasia cerebrale intrassiale.

Materiali e Metodi: Tra aprile 2012 e maggio 2013 sono stati studiati 26 pazienti consecutivi con lesione cerebrale intrassiale dotata di enhancement, alla prima diagnosi o in follow-up durante trattamento chemio/radioterapico.

Tutti i pazienti sono stati sottoposti a PCT con apparec-chio TC multidetettore 64 strati previa somministrazione in bolo di 50 ml di MdC iodato alla velocità di 5 ml/sec. Sono stati quindi acquisiti strati continui sulla sezione assiale selezionata. Le immagini ottenute sono state poi processate su workstation dedicata mediante un software commerciale per TC perfusionale, ottenendo mappe colori-metriche di rappresentazione di rCBV e di PS.

I dati ottenuti sono stati infine comparati con i dati istologici, nei pazienti successivamente sottoposti ad in-tervento chirurgico (24/26 pazienti).

Risultati: In 12 pazienti, si sono ottenuti bassi valori di rCBV e PS, in corrispondenza della lesione, allo studio TC di perfusione. In questi pazienti l'esame istologico ha confermato neoplasie di origine gliale di basso grado (II grado WHO).

In 7 pazienti, i valori di rCBV e PS sono risultati elevati nella sede lesionale. L'esame istologico ha confermato neo-plasie di origine gliale ad alto grado (III- IV grado WHO), delle quali una recidiva di glioblastoma.

In 2 paziente con elevati valori di rCBV e PS è stato dimostrato istologicamente un sarcoma rabdomioide e una metastasi da carcinoma della mammella recidivante.

In 3 pazienti già operati e radio/chemiotrattati per metastasi da Ca della mammella e sarcoma rabdomioide, i valori di rCBV e PS delle lesioni dotate di impregnazione sono risultati bassi. In tutti e tre i casi è stata chirurgica-mente confermata necrosi indotta dalle radiazioni.

Conclusioni: Nella nostra esperienza, la TC di perfusione si è dimostrata essere strumento rapido e affidabile per la valutazione del grading delle lesioni neoplastiche intras-siali e particolarmente utile nella differenziazione, nel pa-ziente in follow-up, tra recidiva neoplastia e radionecrosi.

Figura.

Figura

2

11.58-12.06

Valutazione dei parametri di perfusione e permeabilità T2* DSC e T1 DCE nel grading dei gliomi

A. Castellano1, C. Santarosa1, L.S. Politi1, M. Caulo2, M.R. Terreni3, A. Iadanza1, M. Cadioli1, A. Falini1, N. Anzalone1

1 U.O. Neuroradiologia, Ospedale San Raffaele e Università Vita-Salute San Raffaele; Milano - 2 Dipartimento di Neuroscienze e Imaging, Università ‘G. d'Annunzio’; Chieti - 3 U.O. Anatomia Patologica, Ospedale San Raffaele; Milano

Introduzione: Nei gliomi cerebrali un aumento del volume ematico cerebrale relativo (rCBV) evidenziato mediante imaging di perfusione T2* DSC (Dynamic Susceptibility Contrast-Enhanced) è correlato ad un incremento della den-sità microvascolare e ad un grado di malignità più elevato. Tuttavia sono noti i limiti della DSC, in particolare l'elevata sensibilità agli artefatti da suscettibilità magnetica. La tec-nica T1 DCE (Dynamic Contrast-Enhanced), che consente la stima della permeabilità vascolare e del volume del compartimento vascolare attraverso i parametri Ktrans e fVp, può superare le limitazioni e completare le informazioni ot-tenibili dalla tecnica DSC. Per comparare il ruolo della DSC e della DCE nel grading dei gliomi, si è misurata la corre-lazione con il grading istologico WHO dei parametri rCBV, fVp e Ktrans con metodo hotspots e analisi degli istogrammi.

Metodi: Sono stati studiati 20 pazienti con lesioni espan-sive cerebrali sospette per gliomi cerebrali, da sottoporre a prelievo bioptico o intervento chirurgico. I pazienti sono stati sottoposti a esame RM preoperatorio a 3T comprensivo di sequenze di perfusione DSC e DCE. Il post-processing delle acquisizioni di perfusione è stato effettuato mediante il software NordicIce. I parametri rCBV fVp e ktrans sono stati misurati con metodo hotspots e analisi ad istogrammi, considerando gli indici statistici principali (media, mediana, deviazione standard, skewness, kurtosi). Mediante correlazione a ranghi di Spearman si è misurata l'asso-ciazione tra rCBV - fVp - Ktrans e grado istologico WHO.

Risultati: Dall'esame istologico il campione è risultato costituito da 10 gliomi a basso grado (WHO II) e 10 alto grado (WHO III e IV), con istotipo astrocitico, oligodendro-gliale e misto.

Attraverso metodo hotspots, la correlazione grado WHO-rCBV (Rho di Spearman: 0,723**) è minore della correla-zione grado WHO-fVp (Rho di Spearman: 0,906**) e grado WHO-Ktrans (Rho di Spearman: 0,845**). Attraverso il me-todo ad istogrammi, gli indici statistici (media, mediana, deviazione standard, skewness, kurtosis) dei 3 parametri risultano in correlazione con il grado WHO con i seguenti valori di Rho di Spearman: media di rCBV- fVp - Ktrans 0,857**, 0,841**-0,891**, mediana di rCBV-fVp-Ktrans 0,869**, -0,854**, 0,883**; deviazione standard di rCBV-fVp-Ktrans 0,509*, 0,784**, 0,884**; skewness di rCBV-fVp-Ktrans -0,839**, -0,492*, -0,896**; kurtosis di rCBV-fVp-Ktrans -0,780**, -0,670**, -0,868**.

Conclusioni: I risultati preliminari di questo studio dimo-strano che i parametri fVp e Ktrans derivati dalla tecnica DCE e misurati con metodo hotspots sono in più stretta associazione con il grado WHO rispetto all'rCBV. L'analisi degli istogrammi predice accuratamente la malignità dei gliomi in maniera sostanzialmente sovrapponibile per tutti e tre i parametri.

3

12.06-12.14

Valutazione dell'imaging di perfusione T2* DSC e T1 DCE nel grading dei gliomi: confronto tra due stime del volume del compartimento vascolare, RCBV e FVP

C. Santarosa1, A. Castellano1, L.S. Politi1, M. Caulo2, M.R. Terreni3, A. Iadanza1, M. Cadioli1, A. Falini1, N. Anzalone1

1 U.O. Neuroradiologia, Ospedale San Raffaele e Università Vita-Salute San Raffaele; Milano - 2 Dipartimento di Neuroscienze e Imaging, Università ‘G. D'Annunzio’; Chieti - 3 U.O. Anatomia Patologica, Ospedale San Raffaele; Milano

Finalità: Studi precedenti nei gliomi cerebrali hanno di-mostrato che la stima del volume ematico cerebrale relativo (rCBV) ottenuta mediante imaging di perfusione T2* DSC (Dynamic Susceptibility Contrast-Enhanced) rappre-senta un marker predittivo del grading istologico WHO. Sono noti, tuttavia, i limiti della tecnica DSC, in parti-colare l'elevata sensibilità agli artefatti da suscettibilità magnetica e la non completa attendibilità della stima del grado nelle neoplasie oligodendrogliali.

In questo studio è stato valutato un parametro alternativo di stima del volume del compartimento vascolare tumorale ricavato dalla tecnica di perfusione T1 DCE (Dynamic Contrast-Enhanced), il volume plasmatico frazionale (fractional plasma volume - fVp): si è confrontato il ruolo del fVp rispetto al rCBV nel grading delle neoplasie gliali.

Materiali e Metodi: Venti pazienti con sospetto glioma cerebrale, destinati ad intervento chirurgico o biopsia stereo-tassica, sono stati sottoposti a esame RM a 3T con sequenze morfologiche e di perfusione DSC e DCE. Il post-processing è stato effettuato attraverso il software NordicIce. La mas-sima alterazione dei parametri rCBV e fVp entro il volume lesionale è stata misurata con metodo hotspots. Mediante correlazione di Spearman si è misurata l'associazione tra i due parametri e il grado WHO. L'accuratezza dei due pa-rametri nel discriminare i gliomi ad alto grado da quelli a basso grado è stata valutata attraverso curve ROC.

Risultati: Dall'esame istologico il campione è risultato costituito da 10 gliomi a basso grado (WHO II) e 10 gliomi ad alto grado (WHO III e IV), con istotipo astrocitico, oligo-dendrogliale e misto. La correlazione tra fVpmax e il grado WHO è risultata maggiore (Spearman's Rho: 0,906**) della correlazione tra rCBVmax e il grado WHO (Spearman's Rho: 0,723**). Le mediane di rCBV per i gliomi a basso grado (LGG) e per i gliomi ad alto grado (HGG) sono risultate 1,3 LGG - 7 HGG. Le mediane di fVp sono 1,8 LGG - 13 HGG. Il valore soglia di rCBV 3,75 è associato a una sensibilità e specificità di 1 e 0,9 mentre il valore soglia di fVp 8,1 a una sensibilità e specificità di 1 e 1. La ridotta accuratezza dell'rCBV rispetto all'fVp è dovuta all'inclusione di un oligoastrocitoma di II grado, classifi-cato erroneamente come alto grado valutando l'rCBV e correttamente come basso grado valutando l'fVp.

Conclusioni: I risultati preliminari dello studio suggeri-scono che l'fVp è un marker predittivo del grado dei gliomi più accurato dell'rCBV, specie nelle lesioni corticali prossime ai vasi superficiali condizionanti artefatti da suscettibilità.

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12.14-12.22

Valutazione del grading dei gliomi con DCE-MRI: studio comparativo con DSCE-MRI

L. Barletta1, M. Bergamino2, L. Castelletti1, L. Roccatagliata1, S. Ballerini1, F. Zaottini1, L. Castellan1

1 U.O. Neuroradiologia, Dipartimento dei servizi Azienda Ospedaliera San Martino IRCCS IST; Genova - 2 Dipartimento di Neuroscienze, Oftalmologia e Genetica (DINOG); Genova

La tecnica DCE-MRI è in grado di valutare la perme-abilità della microvascolarizzazione dei tumori cerebrali.

Scopo dello studio: confermare la correlazione dei valori di Ktrans (transfer constant), ve (Volume of extrava-scular extracellular space per unit volume of tissue) e kep (rate constant tra SEE e plasma) con il grado istologico delle neoplasie cerebrali secondo la classificazione WHO e dimostrare che i valori di Ktrans confrontati con i valori di relative Cerebral Blood Volume (r-CBV) consentono di differenziare i gliomi II° da quelli di III°-IV° mentre è più difficile trovare un valore cut-off che consenta di discriminare fra III°-IV°.

Materiali e Metodi: sono stati studiati 33 pazienti (11 astrocitomi II°, 1 oligodendroglioma II°, 8 astrocitomi ana-plastici (III°) e 12 glioblastomi (IV°); fra questi 7 tumori di basso grado (6 astrocitomi e 1 oligodendroglioma) sono stati esclusi dallo studio poichè i valori di k-trans, ve e Kep ottenuti non sono stati ritenuti corretti. Tutti i pazienti sono stati studiati con MR (Siemens Avanto 1.5 T). Per lo studio DCE è stata utilizzata la tecnica di multi-flip angle per il calcolo del T1 pre-contrasto; la sequenza dinamica è composta da 30 volumi, unico flip angle di 30°. Nella fase post-processing sono stati ricavati i valori di ktrans e ve. Dallo studio DSCE è stato ottenuto il valore di (r-CBV) e nella fase post-processing sono stati selezionati due/tre va-lori di r-CBV all'interno della neoplasia e considerato come significativo il valore più elevato di r-CBV derivandolo da un rapporto CBV del tumore e una media di almeno 4 va-lori di CBV della sostanza bianca normale dell'emisfero controlaterale.

Risultati e conclusioni: il valore medio di Ktrans otte-nuto nei pazienti affetti da tumori di II° è stato di 0.04±0.04 min-1, nei pazienti affetti da tumori di III° di 0.11±0.10 min-1, mentre un valore medio di 0.26±0.09 min-1 è stato calcolato nei pazienti con tumori di IV°; i valori di r-CBV sono stati rispettivamente di 1.20±0.14 nei gradi II, 4.1±1.8 nei III e 6.2±1.9 nei IV. Utilizzando il metodo di correlazione di Pearson, sono state ottenute correlazioni significative tra Ktrans e grading tumorale (R=0.72; p<0.0001) così come tra r-CBV e grading (R=0.77; p<0.0001). Si conferma pertanto che il ktrans e l'r-CBV sono due parametri affidabili e non invasivi nella differenziazione del grado di tumore, in particolare nella differenziazione tra bassi e alti gradi.


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