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. 2020 Apr 10;91(Suppl 3):154–159. doi: 10.23750/abm.v91i3-S.9444

Ricordo di un direttore sanitario illuminato: Enrico Ronzani

Gaetano Maria Fara 1,, Enrico Ronzani 2
PMCID: PMC7975908  PMID: 32275282

Abstract

Life and achievements of an hospital director: Enrico Ronzani. The paper illustrates the life and the achievements of Enrico Ronzani, born in Padua and graduated in Medicine at the Bologna University. He directed the hospitals of Florence and the Ospedale Maggiore of Milan, promoting its growth until it became the seat of the Medical School promoted by Prof Mangiagalli, and he himself became Full Professor of Hygiene. In such a position he taught Hygiene also to Architets and Engineers, built the new Institute of Hygiene and helped to design and build the new great Hospital of Niguarda. But, most of all, he was successful in designing, promoting and officializing the job of the Hospital Directors, which was subsequently recognized by the law; and, publishing a series of books on the role of the modern hospitals, he prefigured their position in a web of medical institutions to include also those devoted to pre- and post-hospital assistance to the population. Practically he foresaw what was realized many years later through the creation of the Italian National Health Service (Law 833 of 1978).

Keywords: Ronzani Enrico, hospital director, hospital, hygiene

Introduction

Se parlare di Enrico Ronzani, per uno di noi (ERj), richiama alla mente un nonno che ha onorato la famiglia come grande medico e personaggio pubblico, per l’altro (GMF) rievoca un antenato simbolico, dalla duplice valenza: Direttore Sanitario dello stesso Ospedale Maggiore di Milano dove egli ha trascorso gli anni della sua formazione professionale; ma anche Professore Ordinario di Igiene nell’allora neonata Facoltà medica di Milano, e quindi predecessore del Maestro, Augusto Giovanardi, che l’ha formato nella disciplina dell’Igiene, e l’ha poi avviato alla cattedra nella stessa Università, e successivamente alla Sapienza di Roma.

Figura di grande spessore quella di Ronzani, con l’anima ospedaliera mescolata a quella universitaria; un igienista che sentiva in sè una missione pedagogica che l’ha portato anche fuori dai confini tradizionali dell’igiene medica, a condividere ricerche e ad insegnare ad ingegneri e ad architetti, che poi son quelli che costruiscono gli ospedali (1, 2). Ma la sua missione principale è stata quella di definire, preparare ed istituzionalizzare la figura del Direttore Sanitario (3).

Enrico Ronzani (4) nasce nel 1877 a Padova, dove studia Medicina, laureandosi poi a Bologna nel 1903.

Allievo di Serafini, igienista a Padova, nel 1904 è Assistente, nel 1906 Aiuto e professore incaricato di Igiene, nel 1909 (a 32 anni) Libero Docente. Nel 1911 vince il posto di Vice Direttore dell’Arcispedale di S Maria Nuova di Firenze, ma si divide tra Firenze e Padova, dove insegna Igiene nella Facoltà di Ingegneria, ed è per qualche tempo coadiutore della Direzione Sanitaria dell’ospedale.

Due anni dopo, nel 1913, vince il posto di Vice Direttore degli Istituti Ospitalieri di Milano, e nel 1914 ne è già Direttore Sanitario, a soli 37 anni.

La prima guerra mondiale lo coinvolge nel 1915, e lo vede all’opera nella Direzione sanitaria militare di Padova, dove scala i gradi da sottotenente a maggiore. Dal 1917 al 1919 è in zona di guerra, per concludere l’esperienza bellica con i gradi di Colonnello della Sanità militare.

Mentre è ancora sotto le armi è nominato nella Commissione che dovrà scegliere il luogo dove sorgerà il nuovissimo ospedale di Milano che lui stesso da tempo andava proponendo; e nel 1918 il Ministro dell’Interno lo nomina nella Commissione d’inchiesta sull’assistenza ospedaliera in Italia.

Nel 1919 riassume la Direzione Sanitaria a Milano e ricolloca la sua Libera Docenza da Padova a Pavia, allora unica sede Medicina in Lombardia (c’erano già due università a Milano, ma erano il Politecnico e la Bocconi). A Pavia conosce Luigi Mangiagalli, che lo coinvolge nella creazione, a partire dal 1924, della Facoltà medica della nascente università di Milano e del relativo Istituto di Igiene. Ottenuti gli spazi nel vecchio ospedale del Filarete, Ronzani li arreda e li attrezza con pochi soldi (in parte anche suoi) e vi insegna come docente incaricato;

Ma come Direttore Sanitario si occupa anche degli spazi per il resto della nascente Facoltà di Medicina: partecipa tra il 1914 ed il 1934 alla progettazione, costruzione ed organizzazione interna dei Padiglioni che vanno sorgendo al di là di Via Sforza, in un’area adiacente ai preesistenti Istituti Clinici di Perfezionamento: Guardia e Accettazione, Anatomia Patologica, Pasini, Bosisio, Borghi, Monteggia, Sacco, Bertarelli, Granelli, Zonda, Convitto (5), mentre si occupa anche di realizzare il grande Sanatorio di Garbagnate ed i nuovi ospedali di Udine, di Gorizia e di Como (6). In quegli anni conclude i lavori la Commissione deputata alla scelta del terreno su cui dovrà sorgere il nuovo, grande Ospedale Maggiore, battezzato “Ospedale del Perdono” (7).

Una parentesi turbolenta la vive nel 1929, quando il Commissario prefettizio dell’Ospedale Maggiore, il Cav. Atto Marolla, lo solleva dalla Direzione Sanitaria (8). Il suo ricorso ha un immediato successo, ed il Consiglio di Stato lo reintegra nel 1930, con il recupero dell’anzianità, tra gli applausi del Consiglio della Facoltà di Medicina, i complimenti del Senatore Sanarelli, igienista della Sapienza, e addirittura la soddisfazione del Ministro dell’Interno Urbinati (9).

Rammentiamo in proposito che il Ministero della Sanità era di là da venire (fu istituito nel 1958), e la Sanità, dall’Unità fino a quella data, aveva fatto capo, prima come Direzione generale di Sanità, poi come Alto Commissariato per l’Igiene e la Sanità, al Ministero dell’Interno, il “Ministero di Polizia”. Ed in effetti la futura Sanità pubblica era stata definita fin dall’origine dal grande Giovanni Pietro Frank (1745-1821), professore di Medicina a Gottinga, poi a Pavia e pure Direttore di Sanità per il governo austro-ungarico del Lombardo-Veneto, come Medizinische Polizei (10).

Da quel momento si susseguono per lui le più grandi soddisfazioni:

  • - nel 1931, diventa Presidente della Reale Società Italiana di Igiene;

  • - nel 1931 diventa direttore della rivista “L’Ospedale Maggiore”;

  • - nel 1931 il Consiglio dell’Ospedale Maggiore bandisce il concorso nazionale per il nuovo ospedale (11) ed i vincitori gli affidano la consulenza sanitaria del progetto, da lui auspicato fin dal 1914; progetto che l’Ing Giulio Marcovigi e l’Architetto Giulio Arata consegneranno nel Gennaio 1932. In pochi anni il progetto è realizzato, e nel 1939 nasce così il grande Ospedale di Niguarda (12) (Fig. 1), che ha festeggiato nel 2019 l’ottantesimo compleanno;

  • - a far tempo dal 1932, nel Politecnico di Milano, riceve l’incarico di insegnamento di “Igiene applicata all’Ingegneria” e dal 1933 quello di “Igiene applicata all’Edilizia” per la Facoltà di Architettura (1, 2). Insegnamenti che gli igienisti universitari milanesi dopo di lui (A Giovanardi, GM Fara, F Bergamini, C Signorelli) non abbandoneranno mai, fino a consegnare il testimone, nel 2019, al Prof Stefano Capolongo, da loro formato, primo architetto in Italia a divenire docente ordinario di Igiene;

  • - nel 1934 anche Ronzani diventa finalmente professore straordinario di Igiene, confermato ad ordinario (Fig 2) nel 1938; è così uno dei primi operatori sanitari che raggiunge la cattedra di Igiene, come faranno pochi altri dopo di lui;

  • - è nominato per il triennio 1938-40 nel Consiglio Superiore di Sanità, e riconfermato per il triennio successivo;

  • - nel 1938 il Ministero dell’Educazione Nazionale autorizza l’Università di Milano ad aprire la prima Scuola di Perfezionamento in Italia per aspiranti Direttori Sanitari d’Ospedale.

Enrico Ronzani è giunto al culmine della sua parabola, ma avrebbe ancora molti anni davanti a sé per realizzare quanto ancora ha in mente. Purtroppo, nello stesso anno dell’inaugurazione di Niguarda, scoppia la Seconda Guerra Mondiale, nella quale l’Italia è coinvolta dall’anno successivo. Gli tocca assistere ai terribili bombardamenti dell’Agosto 1943 su Milano, che scempiano l’edificio della Ca’ Granda (Fig 3), l’Istituto di Igiene lì dentro collocato e molti dei nuovi edifici che lui stesso aveva costruito. Non sopravvive a quegli eventi: pochi mesi dopo, un infarto lo stronca a soli 66 anni, mettendo prematuramente fine ad una carriera di grande impegno e di indiscutibile successo.

Figure 1.

Figure 1.

Lapide che ricorda l’inaugurazione del nuovo ospedale di Niguarda.

Figure 2.

Figure 2.

Enrico Ronzani professore ordinario di igiene a Milano, 1938.

Figure 2.

Figure 2.

L’ospedale Maggiore di Milano (la Ca’ Granda) dopo le bombe del 1943.

Ma le sue realizzazioni sono ancora lì a testimoniare la sua vita intensa e proficua, così come hanno fruttificato le novità che ha portato nel mondo dell’Igiene e della Tecnica Ospedaliera.

Il pensiero, la ricerca e l’azione in Ronzani appaiono momenti indissolubilmente legati tra loro. Igienista concreto, pratico, fa ricerca nei campi nei quali vuole offrire soluzioni concrete.

Possiamo così riassumere i temi principali di Ronzani: fin da subito, aspetti specifici dell’Igiene, come ad esempio le conseguenze sulla salute dei contaminanti gassosi dell’aria, così comuni nelle aziende chimiche (13-15), con risultati che saranno utilizzati nelle normative italiane di quegli anni per la tutela della salute dei lavoratori; o il tema degli alimenti: ne studia la composizione, il bilanciamento, il valore nutrizionale, ma va subito agli aspetti applicativi, come l’alimentazione dei pazienti in ospedale, un problema tanto antico quanto attualissimo, e spesso non ben risolto nemmeno oggi (16): egli giustamente attribuisce al cibo sicuro, bilanciato e appetitoso un ruolo fondamentale sia nella guarigione che nel mantenimento della salute: sembra di ascoltare oggi Carlin Petrini, il fondatore di Slow Food, di Terra Madre e dell’Università di Pollenzo, con il suo cibo buono, pulito e giusto (17).

Altro tema è la medicina sociale, con particolare attenzione a due aspetti:

  • - l’educazione igienica della popolazione, realizzata approfittando dei periodi di degenza e di convalescenza, perché impari a tenersi lontana da fattori di rischio infettivi, comportamentali ed ambientali (18); e

  • - l’edilizia popolare, approfondendo, con visione di grande modernità, le caratteristiche di casa, quartiere e città, sotto due possibili aspetti: di agenti morbigeni quando inadeguati, ma di luoghi che possono favorire una vita sana ed attiva quando realizzati in modo igienicamente corretto (19, 20) – e parla come un precursore del progetto Healthy Cities dell’OMS, mentre traspare moltissimo la sua frequentazione assidua del Politecnico di Milano.

    E infine la sua divorante passione: l’igiene e la tecnica ospedaliera, iniziata fin dal 1910, quando pubblicò a Padova, per i tipi degli Editori Fratelli Druker, la sua prima opera intitolata “Del Governo tecnico sanitario degli ospedali” (16), ove tratta, oltre che degli aspetti tecnici cui deve rispondere la realizzazione di un ospedale moderno, della funzione principe e più ampia di “governo” della struttura sanitaria, come esplicitato nella sua presentazione: “…poiché gran parte di questo libro si riferisce specialmente all’esplicazione dell’opera del direttore sanitario, ho creduto innanzitutto esporre le mansioni e gli incarichi inerenti a tale ufficio…”, affermando che tale funzione richiede la presenza di un medico appositamente preparato, il “Direttore sanitario”.

  • - La maturità, nel 1938, vede invece la comparsa del “Trattato di Igiene e Tecnica Ospedaliera” (21), alcuni capitoli del quale sono affidati alla collaborazione delle più brillanti figure mediche e tecniche dell’epoca. In questa monumentale opera, che ancor oggi viene per certe parti consultata, importanti capitoli sono dedicati alla progettazione, e quindi a studi accurati sulle aree candidate ad ospitare l’ospedale, sui materiali edilizi e di arredo, sulle modalità costruttive, sulle attrezzature diagnostiche e curative che devono offrire qualità, quantità e gamma di prestazioni adatte al territorio da servire. Nel pensiero di Ronzani, pur legato a tipologie edilizie e procedure terapeutiche che oggi han fatto il loro tempo, appare sempre presente, però, un concetto allora poco condiviso, quello di rete ospedaliera integrata, e soprattutto quello di rete tra ospedale e sanità di territorio. Questo sì un concetto rivoluzionario per allora: oggi parliamo serenamente di piano sanitario integrato, ma all’epoca di Ronzani solo l’ospedale era considerato la sede della vera cultura medica.

    E, come ultimo aspetto, ricordiamo il Ronzani docente: didatticamente, è un insegnante appassionato della sua disciplina, che si offre anzitutto agli studenti di medicina, ma è anche un disseminatore del pensiero igienistico al di fuori dal mondo medico: di questa necessità convinto precocemente, già a Padova offriva un insegnamento di Igiene applicata agli studenti ed ai laureati di Ingegneria, dimostrando un’interdisciplinarietà ante-litteram, che proseguirà poi nel Politecnico di Milano, insegnando sia agli ingegneri che agli architetti (1, 2).

    Ma il suo impegno più grande è la formazione del Direttore Sanitario d’Ospedale. Già nel suo rivoluzionario libro giovanile sul governo tecnico sanitario degli ospedali (16) affermava che “tale funzione richiede la presenza di un medico appositamente preparato, il Direttore sanitario”, del quale effettua ante litteram una vera e propria job description. E per tutta la vita si batte per l’istituzionalizzazione di questa figura che, ricordiamo – pur essendo già diffusa - non era prevista in via esclusiva e non ne erano definiti i requisiti. È solo nel 1938, con il RD 1631 (“legge Petragnani”), notoriamente da lui ispirato, che il Direttore sanitario viene istituzionalizzato, ed immediatamente Ronzani propone al Ministero dell’Educazione Nazionale – che la autorizza - la creazione della prima Scuola di Perfezionamento per aspiranti Direttori Sanitari, e dà alle stampe da Garzanti la sua opera più nota, il già citato Trattato di Igiene e Tecnica Ospedaliera (21). Qui vediamo nuovamente il tratto scientifico e insieme pratico che lo contraddistingue:
    • - individua e definisce con la sua ricerca i requisiti del Direttore Sanitario;
    • - interloquisce con Petragnani, Direttore Generale per la Sanità del Ministero dell’Interno, anche lui un Ordinario di Igiene, per la definizione legislativa di quella figura;
    • - non appena creata, ne programma i corsi di formazione, il primo dei quali apre tempestivamente a Milano, la sua sede universitaria;
    • - e, infine, realizza anche il libro di testo per quei corsi.

E così il ciclo è completo!

In conclusione

Quella di Ronzani è una figura con due distinte anime, che fin da subito fruttuosamente convivono: l’ospedaliera e l’universitaria.

È una figura innovativa anche nel campo dell’igiene scientifica: uomo di punta nelle proprie competenze, ma sensibile alle esigenze d’interdisciplinarietà, comportamento non comune nella sua epoca di diffusa auto-referenzialità; aperto alla modernità: l’igiene del lavoro, l’alimentazione, la casa, la città, l’ospedale stesso ripensati non solo in funzione di lotta contro le le malattie, ma come strumenti in grado di incrementare la salute attraverso la conoscenza; e infine l’aperta al futuro: l’ospedale inteso non come entità a sé, ma all’interno di una rete insieme con gli altri ospedali, e addirittura insieme con tutte le altre strutture sanitarie.

Ronzani è quindi a buon diritto considerato il padre del direttore sanitario di oggi; ed, aggiungiamo senza ombra di dubbio, anche di quello di domani!

Conflict of interest:

Each author declares that he or she has no commercial associations (e.g. consultancies, stock ownership, equity interest, patent/licensing arrangement etc.) that might pose a conflict of interest in connection with the submitted article.

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